Rottamazione quinquies, nuova sanatoria selettiva su cartelle e debiti tributari
Rottamazione-quinquies 2026: come cambia davvero la riscossione fiscale
Con l’entrata in vigore della Legge n. 199/2025 (Bilancio 2026), la nuova Rottamazione-quinquies ridisegna la gestione dei debiti fiscali in Italia. Il governo interviene sui carichi affidati alla riscossione tra 1° gennaio 2000 e 31 dicembre 2023, privilegiando chi ha dichiarato correttamente imposte e contributi ma non è riuscito a pagarli. Restano invece penalizzati i contribuenti colpiti da accertamenti veri e propri. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il contenzioso, favorire la compliance spontanea e offrire un piano di rientro lungo, fino al 2035, a famiglie e imprese con problemi di liquidità, senza trasformare la misura in una sanatoria generale che premi l’evasione strutturale.
In sintesi:
- Accesso solo per debiti dichiarati e non pagati, esclusi gli avvisi di accertamento.
- Piano di rientro fino a 9 anni con 54 rate bimestrali, scadenza potenziale al 2035.
- Più tolleranza: decadenza solo con due rate non pagate o ultima rata omessa.
- Vietato aderire se in regola con la Rottamazione-quater al 30 settembre 2025.
Debiti ammessi, esclusioni e il paradosso del contribuente diligente
Il perimetro applicativo copre tutti i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2023. Rientrano le cartelle per omessi versamenti erariali derivanti da “avvisi bonari” e controlli automatici ex artt. 36-bis e 36-ter, i contributi INPS regolarmente dichiarati e le multe stradali per violazioni del Codice della Strada.
Restano esclusi gli avvisi di accertamento, gli atti di recupero crediti d’imposta, i debiti INAIL e i tributi locali come IMU, TARI e bollo auto, salvo eventuali decisioni autonome dei singoli Comuni. La misura premia, dunque, la trasparenza dichiarativa e non l’occultamento del reddito.
Elemento critico è il divieto di accesso alla Quinquies per chi, al 30 settembre 2025, risulta in regola con i pagamenti della Rottamazione-quater. Si crea così un paradosso: il contribuente diligente resta vincolato a un piano breve in 18 rate, mentre chi è decaduto o ha nuovi debiti può sfruttare il piano più lungo e meno rigido della nuova rottamazione.
Rate più lunghe, più tolleranza e ruolo cruciale del Prospetto Informativo
La vera novità operativa è la possibilità di diluire il debito fino a 54 rate bimestrali, con orizzonte massimo al 2035. Per il 2026, le scadenze chiave sono: 30 aprile per l’invio telematico della domanda, 31 luglio per il pagamento della prima rata (o dell’intero importo senza interessi), quindi 30 settembre e 30 novembre per le rate successive, con interessi al 3% dal 1° agosto.
Sul fronte disciplina, la Rottamazione-quinquies supera la rigidità della Quater: la decadenza scatta solo se non vengono pagate due rate, anche non consecutive, oppure se non viene saldata l’ultima rata. Questo margine consente alle imprese con tensioni di cassa temporanee di non perdere l’intero beneficio per un singolo ritardo minimo.
Data la complessità delle esclusioni e la distinzione tecnica tra “omesso versamento” e “accertamento”, diventa essenziale richiedere il Prospetto Informativo sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Solo questo documento consente di individuare con certezza quali carichi siano rottamabili, riducendo il rischio di domande respinte e di errori strategici nella scelta dei debiti da inserire nel piano.
Impatto futuro su contribuenti, Comuni e prossime sanatorie fiscali
La Rottamazione-quinquies apre una fase nuova nei rapporti tra Fisco, contribuenti e enti locali. La scelta di escludere in via generale i tributi comunali potrebbe spingere alcune amministrazioni a deliberare proprie misure di definizione agevolata, creando un mosaico territoriale disomogeneo. Nel medio periodo, la generosa dilazione fino al 2035 ridurrà la pressione immediata su famiglie e imprese, ma alimenta il dibattito sul rischio di consolidare l’aspettativa di future sanatorie. La concreta applicazione delle regole di decadenza e l’uso consapevole del Prospetto Informativo saranno i veri discriminanti tra un’operazione di riequilibrio sostenibile e l’ennesimo rinvio strutturale del nodo evasione.
FAQ
Chi può accedere alla Rottamazione-quinquies 2026?
Possono accedere i contribuenti con debiti affidati alla riscossione tra 2000 e 2023, derivanti da imposte e contributi dichiarati ma non pagati, oltre alle multe stradali.
Quali debiti sono esclusi dalla Rottamazione-quinquies?
Sono esclusi avvisi di accertamento, recuperi crediti d’imposta, debiti INAIL e tributi locali, salvo diverse delibere dei singoli Comuni interessati.
Come funziona la decadenza dalla Rottamazione-quinquies?
Funziona con una soglia chiara: la definizione decade se non vengono pagate due rate, anche non consecutive, oppure se non viene versata l’ultima rata prevista.
Perché chi è in regola con la Rottamazione-quater è penalizzato?
È penalizzato perché la legge vieta l’accesso alla Quinquies ai contribuenti in regola con la Quater al 30 settembre 2025, impedendo il passaggio al piano più lungo.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per queste informazioni?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.






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