Caro benzina e gasolio, termina lo sconto sulle accise. Anche per Eni. Che cosa succede ora

La notizia in sintesi
- Il 5 ottobre 2026 termina lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio.
- Le accise mobili dovrebbero finanziare nuovi tagli attraverso l’extragettito Iva, con importi e durata da definire.
- I prezzi massimi delle compagnie hanno ridotto i listini, ma non coprono tutta la rete.
- L’8 ottobre è previsto un confronto tra governo e raffinerie sui margini per aumentare la produzione.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Gasolio, termina lo sconto sulle accise: atteso il nuovo meccanismo fiscale
Il governo italiano passa dallo sconto generalizzato sul gasolio alle accise mobili: la riduzione fiscale di 6,1 centesimi al litro scade a mezzanotte del 5 ottobre 2026, mentre il nuovo intervento è atteso per contenere i rincari dei carburanti in Italia. Il passaggio, annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, punta a finanziare gli sconti attraverso maggiori entrate fiscali, anziché nuovi tagli ai ministeri. La fine dell’agevolazione arriva dopo la discesa dei listini favorita dai prezzi massimi adottati dalle compagnie petrolifere.
Il rischio di un rialzo del diesel rimane, mentre importi, carburanti interessati e durata della nuova misura devono essere definiti.
Accise mobili e prezzi massimi: come cambiano gli interventi sui carburanti
Secondo la ricostruzione di ANSA, le accise mobili utilizzano l’extragettito Iva sul greggio del mese precedente, generato dall’aumento delle quotazioni internazionali, per finanziare la riduzione fiscale. Il meccanismo non aumenta il deficit, ma consente sconti inferiori rispetto agli interventi sostenuti con fondi pubblici; il decreto interministeriale deve stabilirne le condizioni operative. Le misure mirate per cittadini meno abbienti e autotrasportatori, prospettate dall’esecutivo, non hanno invece ancora trovato un accordo politico.
Sul fronte commerciale, Eni ha fissato dal 28 settembre, per trenta giorni, un tetto di 1,99 euro al litro sulla benzina e 2,19 euro sul gasolio, mentre Socar, che controlla Ip, Q8 e Tamoil hanno annunciato proprie iniziative di riduzione. Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese, il 3 ottobre gli impianti adeguati al price cap erano 10.400 su circa 20.140: una copertura ancora parziale della rete nazionale, che limita la diffusione uniforme dei benefici per gli automobilisti. Le pompe bianche hanno accusato i grandi gruppi di concorrenza sleale, sostenendo di non disporre dei volumi necessari per applicare gli stessi sconti.
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Il confronto con le raffinerie e il costo ancora elevato dei rifornimenti
Per l’8 ottobre, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso hanno convocato le imprese di raffinazione attive in Italia, per valutare i margini di aumento della produzione e riduzione dei prezzi. Il Codacons chiede alle compagnie di mantenere sconti e tetti almeno fino alla fine dell’anno. La richiesta si lega a un divario ancora consistente: secondo l’associazione, nonostante i ribassi, il gasolio costa 52,1 centesimi al litro in più rispetto a prima del conflitto in Iran, oltre 26 euro aggiuntivi per cinquanta litri.
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