Dpfp, scostamento di bilancio da 28,8 miliardi. Giorgetti illustra misure per giovani e famiglie ma l’Aula è semi vuota

Il Parlamento approva la richiesta del governo per finanziare interventi legati a difesa ed energia
Giorgetti: «Non sono scostamenti indiscriminati, è garantita la sostenibilità del debito»
Opposizioni contrarie con una risoluzione unitaria.
Via libera di Camera e Senato alla risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi di euro, destinato a finanziare spese legate alla difesa e all’energia. Alla Camera il provvedimento ha ottenuto 219 voti favorevoli e 110 contrari, mentre al Senato i sì sono stati 109, i no 61 e gli astenuti 2. Con l’approvazione della risoluzione della maggioranza sono risultate precluse le altre proposte presentate dalle opposizioni.
Lo scostamento di bilancio e le turbolenze economiche
A difendere la scelta del governo è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto alla Camera durante la discussione sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). Il ministro ha definito la richiesta di scostamento «dovuta», precisando che non si tratta di una misura indiscriminata, ma di una decisione «totalmente e consapevolmente richiesta», in grado di garantire la sostenibilità del debito pubblico, come avvenuto negli ultimi anni.
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«È un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di prudenza», ha spiegato Giorgetti, sottolineando la necessità di sostenere famiglie e imprese alle prese con l’aumento dei prezzi. L’obiettivo, ha aggiunto, è consentire all’Italia di presentarsi in modo credibile davanti alle istituzioni europee e ai mercati finanziari, mantenendo sotto controllo i conti pubblici.
Il ministro ha riconosciuto le difficoltà di programmazione in una fase caratterizzata da forti turbolenze economiche, ribadendo tuttavia la volontà di mantenere la rotta. «Si annunciano nuvoloni all’orizzonte», ha osservato, confermando al tempo stesso l’obiettivo di uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo nella primavera del prossimo anno, facendo leva su un deficit previsto al 2,9% nel 2026.
Nel corso dell’intervento, Giorgetti ha commentato anche la scarsa presenza di parlamentari in Aula. «Ma io c’ero!», ha detto con tono ironico, aggiungendo: «Non vogliono lavorare». Il ministro ha quindi lasciato Montecitorio per recarsi al Senato, dove ha salutato i presenti, ricevendo un applauso.
Opposizioni unite contro lo scostamento
Contrarie alla richiesta del governo tutte le principali forze di opposizione, che hanno depositato una risoluzione unitaria sottoscritta da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa.
Nel documento, le opposizioni evidenziano come la crisi energetica e l’aumento dei prezzi stiano incidendo pesantemente sul potere d’acquisto delle famiglie. Contestano inoltre la scelta di destinare risorse in misura equivalente a energia e difesa, chiedendo di rivedere le priorità di spesa.
La proposta alternativa punta sul contrasto alla povertà assoluta, sul finanziamento della sanità pubblica e sul sostegno alle famiglie e alle imprese maggiormente colpite dalla crisi energetica. Tra le priorità indicate figurano anche la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati, lo sviluppo delle fonti energetiche pulite e il rafforzamento delle infrastrutture.
Sul fronte della difesa, le opposizioni chiedono di superare i piani di riarmo dei singoli eserciti nazionali in favore di una politica di sicurezza comune europea. Sollecitano inoltre una revisione degli impegni di spesa assunti in sede Nato, con l’obiettivo di evitare ulteriori aumenti delle risorse destinate ai sistemi d’armamento a carico del bilancio dello Stato.
Che cos’è lo scostamento di bilancio
Lo scostamento di bilancio è il meccanismo attraverso il quale il governo chiede al Parlamento l’autorizzazione a modificare gli obiettivi di finanza pubblica precedentemente fissati, così da poter ricorrere a maggiori risorse o ampliare i margini di spesa.
Si tratta di uno strumento che consente di finanziare interventi straordinari o nuove misure economiche, con effetti sui saldi di bilancio e nel rispetto delle procedure previste dall’ordinamento nazionale ed europeo.
Nel caso in esame, la richiesta è collegata alle esigenze di spesa in materia di difesa ed energia, in un contesto segnato dall’incertezza economica e dalle conseguenze dell’aumento dei prezzi.
Famiglie, imprese e investimenti tra le priorità
Tra gli obiettivi richiamati nella risoluzione approvata dalla maggioranza figura la possibilità di finanziare misure a tutela del potere d’acquisto delle famiglie, nel rispetto degli obiettivi di crescita della spesa netta delle amministrazioni pubbliche.
Il potere d’acquisto rappresenta la quantità di beni e servizi che le famiglie possono acquistare con il proprio reddito. In presenza di un aumento dei prezzi, a parità di entrate, la capacità di spesa tende a diminuire, rendendo più oneroso sostenere le spese quotidiane.
Il riferimento alla spesa netta delle amministrazioni pubbliche riguarda invece uno dei principali parametri utilizzati per monitorare l’andamento della spesa pubblica e definire il percorso di risanamento dei conti.
La risoluzione richiama inoltre la necessità di sostenere gli investimenti, soprattutto infrastrutturali, e di rafforzare la competitività delle imprese attraverso interventi connessi anche alla sicurezza energetica. Il costo dell’energia, infatti, incide direttamente sui processi produttivi e sui margini delle aziende.
Un ulteriore elemento riguarda l’aumento dei prezzi dei materiali, che può determinare revisioni dei costi dei progetti e modificare i quadri economici alla base degli investimenti pubblici e privati.
Con il voto favorevole delle Camere alla risoluzione della maggioranza, il governo ottiene dunque il sostegno parlamentare al percorso indicato nella richiesta di scostamento. Resta al centro del confronto politico il bilanciamento tra le esigenze di difesa e sicurezza energetica, il sostegno a famiglie e imprese e il mantenimento della sostenibilità dei conti pubblici.
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