Nasdaq non dorme più: via libera al trading 23 ore al giorno

Flavio Siano - Guest Author - esperto finanza e automotive -

La SEC ha approvato il progetto che porterà il mercato azionario tecnologico statunitense verso negoziazioni quasi continue, cinque giorni alla settimana. Una trasformazione pensata soprattutto per gli investitori internazionali, ma che apre interrogativi su liquidità, volatilità e qualità dei prezzi.

Wall Street verso il mercato “sempre aperto”

Il Nasdaq si prepara a superare uno dei confini storici dei mercati azionari americani: quello dell’orario di Borsa. La Securities and Exchange Commission (SEC) ha infatti approvato la proposta dell’exchange di estendere la negoziazione di azioni ed exchange-traded products fino a 23 ore al giorno, cinque giorni alla settimana. È un cambiamento molto più ampio rispetto al semplice prolungamento di qualche ora della seduta tradizionale: la sessione regolare continuerà infatti a svolgersi dalle 9:30 alle 16:00 Eastern Time, ma attorno a questa finestra si svilupperà un mercato capace di funzionare per quasi tutta la giornata. L’obiettivo è rendere le azioni americane più facilmente accessibili agli investitori di tutto il mondo, senza costringerli a operare necessariamente secondo gli orari di New York.

Come funzionerà il nuovo Nasdaq

Oggi il Nasdaq prevede una sessione pre-market dalle 4:00 alle 9:30 ET, la normale giornata di contrattazioni dalle 9:30 alle 16:00 e una sessione after-hours dalle 16:00 alle 20:00. Il nuovo modello aggiungerà una Night Session, prevista dalle 21:00 alle 4:00 ET, consentendo così al mercato di essere accessibile complessivamente per 23 ore nell’arco della giornata, con una pausa tecnica tra le diverse giornate di negoziazione. La novità riguarda le azioni e gli exchange-traded products ammessi alla piattaforma e rappresenta uno dei cambiamenti strutturali più rilevanti nell’organizzazione recente del mercato azionario statunitense.

Per gli investitori europei e asiatici l’impatto potrebbe essere particolarmente significativo. Comprare o vendere titoli come Apple, Nvidia, Microsoft o Amazon non sarà più un’attività concentrata prevalentemente nelle ore serali o notturne dei rispettivi fusi orari: il mercato americano diventerà molto più vicino a una piattaforma globale sempre disponibile.

Perché questa scelta di Nasdaq

La trasformazione riflette un cambiamento nelle abitudini degli investitori. I mercati finanziari sono sempre più globali, mentre l’accesso tramite broker digitali e applicazioni di trading ha ridotto drasticamente le barriere tecnologiche. Le criptovalute hanno inoltre abituato una nuova generazione di investitori a mercati che non chiudono praticamente mai: Bitcoin e gli altri crypto asset possono essere negoziati 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Per confronto, la tradizionale finestra di sei ore e mezza della Borsa americana appare sempre più legata a un’epoca nella quale l’attività finanziaria era concentrata fisicamente a Wall Street.

Nasdaq ha sottolineato proprio questa dimensione internazionale: gli Stati Uniti rappresentano una quota enorme della capitalizzazione azionaria mondiale e la domanda di titoli americani arriva ormai da ogni fuso orario. Consentire agli investitori asiatici di comprare un titolo tecnologico americano durante la propria giornata lavorativa, anziché aspettare l’apertura di New York, potrebbe quindi ampliare ulteriormente la partecipazione ai mercati USA.

Opportunità per gli investitori internazionali

L’estensione degli orari potrebbe cambiare soprattutto la gestione delle notizie. Oggi un evento importante verificatosi quando Wall Street è chiusa — un annuncio geopolitico, una decisione di una banca centrale asiatica o un improvviso movimento delle materie prime — può produrre forti variazioni nel pre-market prima ancora dell’apertura ufficiale della Borsa. Con un mercato operativo per 23 ore, gli investitori avranno maggiori possibilità di reagire direttamente agli eventi. Per un gestore europeo, per esempio, diventerà potenzialmente più semplice intervenire sulle posizioni statunitensi durante la normale giornata lavorativa, e lo stesso vale, in misura ancora maggiore, per gli operatori asiatici. Ma poter fare trading non significa necessariamente trovare le stesse condizioni disponibili alle 10 del mattino a New York.

Il problema della liquidità

È qui che emerge uno dei principali interrogativi. La sessione regolare concentra oggi gran parte della liquidità e dell’attività degli investitori istituzionali, mentre nelle ore estese i volumi tendono a essere inferiori e gli spread tra prezzo di acquisto e di vendita possono risultare più ampi. Lo stesso Nasdaq avverte gli investitori che gli extended markets possono presentare maggiore volatilità e minore liquidità. Un mercato aperto quasi continuamente, quindi, non equivale automaticamente a un mercato ugualmente liquido per 23 ore.

Per i titoli più scambiati — le grandi società tecnologiche o gli ETF più popolari — la transizione potrebbe essere relativamente semplice. Per azioni meno liquide, invece, effettuare operazioni nel cuore della notte americana potrebbe significare confrontarsi con meno ordini disponibili e oscillazioni di prezzo più accentuate. Gli investitori retail dovranno dunque prestare particolare attenzione agli ordini immessi fuori dalla sessione regolare, soprattutto quando si utilizzano ordini a mercato anziché ordini limite.

Una rivoluzione anche per broker e infrastrutture

L’estensione del trading non riguarda soltanto gli investitori. Broker, market maker, sistemi di clearing, fornitori di dati e infrastrutture tecnologiche dovranno adattarsi a una giornata operativa molto più lunga. La questione è particolarmente importante perché un mercato non è composto soltanto dal sistema che abbina gli ordini: per funzionare in modo efficiente servono distribuzione dei dati, sorveglianza, gestione del rischio, procedure per gli errori di negoziazione e sistemi capaci di distinguere correttamente una giornata di trading dalla successiva. Proprio per questo l’implementazione del nuovo modello richiede modifiche coordinate dell’infrastruttura di mercato e non coincide semplicemente con l’approvazione regolamentare.

La campanella di Wall Street non scompare, ma cambia significato

L’apertura delle 9:30 e la chiusura delle 16:00 continueranno ad avere un ruolo centrale. È durante questa finestra che si concentra la maggior parte della liquidità, che operano numerosi investitori istituzionali e che si formano alcuni dei prezzi di riferimento più importanti. Ma il significato stesso di “mercato aperto” è destinato a cambiare.

Il Nasdaq delle 23 ore rappresenta il tentativo di adattare un’infrastruttura costruita nell’era delle sale di contrattazione a un sistema finanziario globale, digitale e distribuito su più continenti. Per gli investitori significa maggiore libertà operativa, ma anche nuove responsabilità: un mercato accessibile più a lungo offre più occasioni per reagire alle notizie, ma non elimina i rischi legati a volatilità, spread e scarsa liquidità. Wall Street, insomma, non diventerà completamente insonne. Ma la sua notte sarà decisamente più corta.

Fonti:

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Flavio Siano - Guest Author

Economist - Corporate Advisor - Lamiafinanza.it Guest Author

Accanto all’attività professionale, coltiva da sempre una forte passione per la scrittura, intesa come spazio di riflessione e approfondimento su temi di attualità. I suoi interessi – che spaziano dalla finanza classica alle criptovalute, dall’automobilismo allo sport – alimentano uno sguardo attento ai cambiamenti economici e industriali, con particolare attenzione al dialogo tra passato e futuro. Dopo un percorso di studi tra Italia e Stati Uniti e la Laurea Magistrale in Economia e Commercio, Flavio Siano costruisce un’esperienza professionale di oltre dieci anni nel settore finanziario. Il suo lavoro si sviluppa in contesti internazionali, tra multinazionali e realtà di medie dimensioni, dove si occupa di analisi finanziaria, controllo di gestione e strategie di business development in ambiti industriali eterogenei. Nel corso della sua carriera lavora per grandi gruppi come IBSA, STELLANTIS e CNH, maturando una visione concreta e trasversale del rapporto tra industria, finanza e innovazione.

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