Legge elettorale e vitalizio, 184 deputati e 81 senatori si “giocano” la pensione. Ecco perché
La notizia in sintesi
- Il 14 aprile 2027 matureranno la prima pensione parlamentare 184 deputati e 81 senatori.
- Per acquisire il diritto servono quattro anni, sei mesi e un giorno di mandato.
- Gli eletti restano in carica fino al giorno precedente l’insediamento del nuovo Parlamento.
- Superata la soglia pensionistica, il confronto politico si concentra sulle possibilità di rielezione.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Pensioni parlamentari, la soglia del 14 aprile 2027 pesa sulla legislatura
I parlamentari al primo mandato guardano al voto sulla nuova legge elettorale, lo Stabilicum, previsto alla Camera, anche per le conseguenze sulla durata della legislatura e sulla pensione. Il 14 aprile 2027, 184 deputati su 400 e 81 senatori su 200 matureranno il diritto al trattamento contributivo: circa mille euro netti, percepibili al raggiungimento dei 65 anni. La soglia richiede quattro anni, sei mesi e un giorno di mandato, conteggiati dall’insediamento delle Camere del 13 ottobre 2022.
Nel centrodestra, il timore di interrompere questo percorso ha accompagnato i calcoli sulla tenuta politica, ma una crisi di governo non comporterebbe automaticamente la perdita del diritto.
Durata del mandato e sistema contributivo: perché la crisi non basta
Il passaggio decisivo è la durata effettiva del mandato: un eletto rimane in carica fino al giorno precedente l’insediamento del Parlamento successivo, non soltanto fino allo scioglimento delle Camere. Per questo, anche una caduta del governo sul voto segreto non farebbe scattare immediatamente una «tagliola» pensionistica. I capigruppo, dalla maggioranza all’opposizione, hanno considerato anche uno scioglimento anticipato attorno al 15 gennaio: nella ricostruzione proposta, i tempi elettorali e quelli necessari all’insediamento porterebbero comunque oltre il 14 aprile.
Il trattamento non coincide con il vecchio vitalizio retributivo: con il decreto Salva-Italia del governo Monti, il Parlamento ha abbandonato quel sistema e, dal 1° gennaio 2012, i nuovi eletti versano contributi sui quali viene calcolata la pensione. Nel 2018, sotto la spinta del M5S e durante la presidenza di Roberto Fico alla Camera, una delibera ha esteso il ricalcolo contributivo ai vitalizi già erogati, riducendone gli importi dal 1° gennaio 2019. La distinzione è quindi tra acquisizione del diritto e pagamento dell’assegno: completare il periodo minimo di mandato non significa ricevere subito la pensione, che per gli eletti interessati è prevista a 65 anni.
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La rielezione diventa il nodo politico, soprattutto nella Lega
La prospettiva di raggiungere la soglia pensionistica sposta l’attenzione sugli accordi per le candidature e sulle possibilità di tornare in Parlamento. Il caso più delicato indicato è quello della Lega: nel 2022 il partito di Salvini aveva ottenuto 66 deputati e 29 senatori, mentre una conferma dei sondaggi comporterebbe un forte ridimensionamento. Il rischio politico è dunque distinto da quello previdenziale: maturare la prima pensione non garantisce un nuovo mandato, né mette al riparo dalla competizione per la rielezione.
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