Lombardia, nuovi requisiti per gli impianti a biomassa oltre 35 kW
La notizia in sintesi
- Nessun divieto nazionale per stufe e camini: valgono le disposizioni regionali e comunali.
- In Lombardia, dal 15 ottobre 2026 nuovi requisiti per gli impianti a biomassa sopra 35 kW.
- Classe ambientale, potenza e qualità dell’aria determinano le condizioni di utilizzo.
- Le violazioni in Lombardia possono comportare multe da 500 a 5.000 euro.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Stufe e camini, cosa cambia dal 15 ottobre 2026 in Lombardia
La Lombardia applica dal 15 ottobre 2026 nuovi requisiti per gli impianti di riscaldamento a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW, per contenere le emissioni inquinanti. Non scatta invece alcun divieto nazionale di accendere stufe a legna, pellet o camini: le limitazioni dipendono dalle disposizioni regionali e comunali, dalla classe ambientale e dalle caratteristiche dell’apparecchio. Le violazioni delle norme lombarde possono comportare sanzioni da 500 a 5.000 euro.
La distinzione decisiva riguarda quindi il singolo impianto: le novità non coinvolgono indistintamente tutti i generatori domestici, mentre restano applicabili i divieti già esistenti e le eventuali misure temporanee contro lo smog.
Classe ambientale, manutenzione e differenze tra le regioni
Il decreto ministeriale 186/2017 classifica i generatori a biomassa da una a cinque stelle secondo rendimento ed emissioni: la certificazione va cercata nella documentazione del produttore o nel libretto dell’apparecchio. In Lombardia è vietato utilizzare generatori sotto le tre stelle, mentre per le nuove installazioni ne servono almeno quattro. Per gli impianti sopra 35 kW interessati dalle disposizioni approvate nel 2024, i limiti di particolato e carbonio organico totale variano secondo l’altitudine del Comune e il combustibile precedentemente utilizzato nell’apparecchio sostituito.
La disciplina prevede inoltre la pulizia della canna fumaria almeno annualmente oppure ogni quattro tonnellate di biomassa bruciata, con rapporto del manutentore registrato nel Curit, il Catasto unico regionale degli impianti termici. In Veneto le restrizioni riguardano le classi meno efficienti e possono irrigidirsi con l’allerta smog; in Emilia-Romagna colpiscono in particolare gli apparecchi a una e due stelle, nelle aree e condizioni previste. Anche il Piemonte distingue tra requisiti di installazione e utilizzo: non esiste dunque una soglia unica per tutto il bacino padano, né il solo impiego del pellet garantisce che l’accensione sia consentita dalle norme territoriali applicabili.
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La scadenza del 2027 e i controlli prima dell’accensione
Per gli impianti lombardi sotto 35 kW, le condizioni attuali restano invariate fino al 15 ottobre 2027, quando sono previste ulteriori disposizioni. Intanto, come ricorda Alessandra Caparello su Cose di Casa, occorre verificare anche le ordinanze comunali e le restrizioni temporanee sulla qualità dell’aria. Le eventuali deroghe per caminetti ricreativi fino a 10 kW non valgono automaticamente ovunque: prima dell’accensione servono documentazione tecnica, manutenzione regolare e controllo delle norme locali, anche quando l’apparecchio rispetta la classe ambientale ordinariamente richiesta.
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