Pensione anticipata, nuova circolare dell’Inps per l’anzianità contributiva. Cambiano i criteri

L’Inps chiarisce i criteri per accedere agli scivoli pensionistici aziendali per chi non aveva contributi al 31 dicembre 1995
Il requisito economico sarà verificato al momento dell’ingresso nell’esodo, senza attendere il raggiungimento dell’età pensionabile.
Cambiano i criteri di verifica dei requisiti per accedere agli scivoli pensionistici aziendali per i lavoratori interamente inseriti nel sistema contributivo. Con la circolare n. 104 del 29 settembre 2026, l’Inps ha fornito chiarimenti sulle modalità di accesso all’isopensione e agli assegni straordinari erogati dai fondi di solidarietà bilaterali, con particolare riferimento al requisito relativo all’importo minimo della pensione.
La novità riguarda i cosiddetti contributivi puri, ossia coloro che non avevano maturato anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Per questa categoria di lavoratori, in determinate forme di pensionamento non è sufficiente raggiungere l’età prevista e possedere il numero minimo di anni di contributi: occorre anche che l’importo della pensione rispetti una soglia economica stabilita dalla legge.
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Come funzionano gli scivoli pensionistici aziendali
Gli strumenti di accompagnamento alla pensione consentono ai lavoratori prossimi al pensionamento di lasciare anticipatamente il posto di lavoro attraverso specifici accordi aziendali. Durante il periodo che separa l’uscita dall’azienda dalla decorrenza della pensione, il dipendente riceve una prestazione economica finanziata dal datore di lavoro, che sostiene anche gli oneri contributivi previsti dalla normativa.
Tra le principali misure rientrano l’isopensione, introdotta dalla legge n. 92 del 2012, e gli assegni straordinari riconosciuti dai fondi di solidarietà bilaterali.
Per l’isopensione, la durata ordinaria massima è di 48 mesi, con un’estensione fino a 84 mesi per le uscite che rientrano nelle condizioni e nelle scadenze previste dalla disciplina transitoria. Per gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà, invece, il periodo massimo di accompagnamento è generalmente pari a 60 mesi.
In entrambi i casi, è necessario verificare che il lavoratore possa maturare il diritto alla pensione entro il termine massimo previsto, tenendo conto anche delle eventuali finestre che differiscono la decorrenza del trattamento.
Il chiarimento dell’Inps sui contributivi puri
Il punto centrale della circolare riguarda il momento in cui deve essere accertato il requisito economico richiesto per alcune prestazioni pensionistiche.
Per i lavoratori interamente contributivi, infatti, l’accesso alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata contributiva può essere subordinato al raggiungimento di un importo minimo, determinato in rapporto all’assegno sociale.
Secondo le indicazioni dell’Inps, ai fini dell’accesso agli strumenti di esodo il requisito deve essere verificato alla data di ingresso nel percorso aziendale. Non occorre, quindi, attendere il momento in cui il dipendente raggiungerà l’età prevista per il pensionamento.
La verifica anticipata consente di valutare fin dall’inizio se sussistono le condizioni necessarie per l’accesso alla prestazione pensionistica di riferimento.
Come si determina l’importo minimo
Per effettuare il controllo, si considera la contribuzione maturata dal lavoratore fino alla data di ingresso nello scivolo e si applica il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età raggiunta in quel momento.
L’importo così determinato viene confrontato con il valore dell’assegno sociale vigente alla stessa data, per verificare il rispetto della soglia economica prevista dalla specifica forma di pensionamento.
Il requisito deve dunque essere valutato sulla base della situazione contributiva e anagrafica esistente all’inizio dell’esodo, utilizzando i parametri economici applicabili in quel momento. La verifica costituisce un elemento essenziale per stabilire se il lavoratore possa accedere al percorso di accompagnamento prescelto.
Pensione di vecchiaia: i requisiti nel 2026
Per i lavoratori interamente contributivi, la pensione di vecchiaia richiede generalmente il compimento dei 67 anni, almeno 20 anni di contribuzione e un importo pensionistico pari o superiore all’assegno sociale.
Nel 2026, il valore dell’assegno sociale indicato è di 546,24 euro lordi mensili. Questa cifra rappresenta il parametro economico di riferimento per verificare il requisito quando l’ingresso nello scivolo avviene nel corso dell’anno, salvo gli aggiornamenti applicabili.
È prevista anche una possibilità alternativa: il pensionamento a 71 anni, con almeno cinque anni di contribuzione effettiva. In questo caso non è necessario raggiungere la soglia minima d’importo collegata all’assegno sociale, fermo restando il rispetto degli altri requisiti previsti dalla normativa.
Pensione anticipata contributiva a 64 anni: le soglie da raggiungere
Per la pensione anticipata contributiva sono richiesti, in via ordinaria, almeno 64 anni di età, 20 anni di contribuzione effettiva e il raggiungimento di una determinata soglia economica.
Per il 2026, gli importi mensili lordi indicati sono i seguenti:
- 1.638,72 euro per la generalità dei lavoratori, pari a tre volte l’assegno sociale;
- 1.529,47 euro per le lavoratrici con un figlio, pari a 2,8 volte l’assegno sociale;
- 1.420,22 euro per le lavoratrici con almeno due figli, pari a 2,6 volte l’assegno sociale.
Gli importi sono riferiti ai parametri del 2026. Per verificare l’accesso allo scivolo aziendale, occorre utilizzare i valori applicabili alla data effettiva di ingresso nel percorso di esodo.
Salvo modifiche normative, dal 1° gennaio 2030 il moltiplicatore generale previsto per questa forma di pensionamento dovrebbe aumentare a 3,2 volte l’assegno sociale.
Il limite massimo dell’assegno anticipato
Per chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni è previsto anche un tetto massimo all’importo erogabile. Fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, il trattamento non può superare cinque volte il valore del trattamento minimo pensionistico.
Per il 2026, il limite indicato è pari a 3.059,25 euro lordi mensili.
Resta inoltre possibile accedere, quando ne ricorrono i presupposti, alla pensione anticipata ordinaria, che non prevede una soglia minima d’importo dell’assegno. I requisiti contributivi ordinari sono pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, fatte salve le condizioni previste dalla normativa vigente.
Come verificare il diritto allo scivolo aziendale
Prima di aderire a un accordo di esodo, è fondamentale verificare che il diritto alla pensione possa maturare entro il periodo massimo di accompagnamento consentito.
L’analisi deve tenere conto dell’età del lavoratore, dei contributi già versati, della prestazione pensionistica alla quale si intende accedere e degli eventuali requisiti economici richiesti.
Per i contributivi puri, in particolare, diventa determinante simulare l’importo della pensione sulla base della posizione assicurativa individuale e dei parametri applicabili alla data di ingresso nello scivolo.
Il lavoratore può rivolgersi all’Inps o a un patronato per ottenere una verifica della propria posizione e valutare la compatibilità dei requisiti con le condizioni dell’accordo aziendale.
I chiarimenti dell’Istituto rafforzano quindi l’importanza di una valutazione preventiva: conoscere in anticipo i requisiti contributivi ed economici permette di individuare eventuali criticità prima dell’uscita dal lavoro e di verificare la possibilità di accedere al trattamento pensionistico al termine del periodo di accompagnamento.
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