Piazza Affari ancora in rosso: Unipol lancia un aumento da 2,5 miliardi per le filiali Mps, Stm e Tim perdono oltre il 3,5%
Seconda seduta difficile per la Borsa di Milano. Giovedì 8 ottobre il Ftse Mib ha ceduto l’1,35% a 49.298 punti, allontanandosi ancora da quota 50mila dopo il calo della vigilia. Piazza Affari è stata la peggiore in Europa: Francoforte ha lasciato sul terreno l’1,2%, Madrid l’1%, Parigi lo 0,5% e Londra lo 0,2%. A tenere banco è stata Unipol, che ha varato un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi legato alla partita su Monte dei Paschi.

Banche e tecnologici in fondo al listino
La maglia nera è andata a Stmicroelectronics, scesa del 3,75% a 48 euro, seguita da Tim con un ribasso del 3,63%. Il credito ha proseguito la correzione della seduta precedente: UniCredit ha perso il 3,08% a 75,33 euro, Intesa Sanpaolo il 2,95% a 6,06 euro e Mps il 2,88%. Male anche Stellantis, in calo del 2,98%, Mediobanca e Bper. In controtendenza Eni, salita del 2,66% a 24,88 euro grazie al greggio tornato sopra i 90 dollari al barile, insieme a Tenaris.
Unipol, l’aumento da 2,5 miliardi e le filiali Mps
Il consiglio di Unipol ha approvato un aumento scindibile a pagamento con l’emissione di un massimo di 121.582.320 nuove azioni, offerte in opzione ai soci nel rapporto di 10 nuove ogni 59 possedute. Il prezzo è di 20,56 euro per azione, con uno sconto del 18,75% sul prezzo teorico ex diritto. Le risorse servono a rilevare 635 sportelli di Mps, operazione che scatterà solo se l’offerta pubblica di Intesa Sanpaolo su Siena andrà in porto. Nello stesso giorno la compagnia, primo azionista di Bper con il 20%, ha rinnovato fino al 31 dicembre 2036 l’accordo di bancassicurazione con l’istituto emiliano. In Borsa il titolo ha chiuso a 25,43 euro, in calo del 2,6%.
Cosa devono fare gli azionisti Unipol
Chi possiede le azioni riceverà i diritti di opzione, che si staccheranno il 12 ottobre e potranno essere esercitati fino al 26 ottobre, una volta approvato il prospetto dalla Consob. Chi non intende sottoscrivere potrà venderli su Euronext Milan fino al 20 ottobre. I soci del patto di sindacato e altri azionisti, pari a circa il 50,27% del capitale, si sono impegnati a sottoscrivere integralmente la propria quota, mentre un consorzio di banche guidato da J.P. Morgan garantirà l’eventuale inoptato.
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Mps, il fronte dei soci si muove
Intorno a Siena gli equilibri stanno cambiando. Delfin, primo azionista con il 17,6%, sostiene l’offerta di Intesa, ed Edizione della famiglia Benetton ha annunciato che porterà in adesione il suo 1,45%. La Fgc di Francesco Caltagirone, secondo socio con il 13,5%, ha votato contro tutti i punti proposti dal vertice per l’assemblea del 29 ottobre. Sul tema avevamo raccontato il rilancio di Intesa su Montepaschi e, ieri, la seduta che ha portato Milano sotto i 50mila punti. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund si è ristretto a 110-111 punti base, con il rendimento del decennale italiano intorno al 4,6%.
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