Reddito di libertà 2026, 3,9 milioni in più: le domande rimaste senza fondi ora possono essere accolte
Altri 3,9 milioni di euro per il Reddito di libertà, il contributo destinato alle donne vittime di violenza che si trovano in difficoltà economica. Con il messaggio n. 3110 del 2 ottobre 2026 l’INPS ha comunicato che il Dipartimento per le pari opportunità ha disposto un trasferimento straordinario di risorse per l’anno in corso, con l’obiettivo di finanziare le domande ammissibili rimaste finora senza copertura.

Perché servivano nuovi fondi
Per il 2026 lo stanziamento complessivo era di 16,5 milioni di euro, come indicato dalla circolare n. 44 del 9 aprile, e le richieste vengono accolte solo nei limiti delle somme trasferite all’Istituto dallo Stato o dalle Regioni. Esaminando l’andamento della misura, il Dipartimento ha riscontrato che in alcuni territori il fabbisogno legato alle pratiche ammissibili superava le disponibilità. Da qui il decreto del 5 agosto 2026, che assegna la dotazione aggiuntiva ripartendola secondo i criteri dei decreti interministeriali del 2 dicembre 2024 e del 17 settembre 2025. La tabella con la quota spettante a ciascuna Regione è allegata al messaggio.
Cosa succede alle domande in attesa
L’INPS ha già aggiornato le disponibilità regionali nella procedura di gestione del beneficio. I nuovi fondi statali vengono impiegati per accogliere le domande del 2026 che erano risultate ammissibili ma prive di finanziamento. Le risorse già versate dalle Regioni e non ancora spese entreranno in gioco solo dopo l’esaurimento di quelle statali. Il messaggio conferma inoltre che restano invariate le regole su presentazione delle istanze, requisiti, istruttoria e modalità di pagamento stabilite dalla circolare di aprile, senza introdurre nuovi adempimenti per chi ha già fatto richiesta.
Quanto vale e come si chiede
Da quest’anno il contributo è salito a 530 euro al mese, contro i 500 euro precedenti, per un massimo di dodici mensilità, cioè fino a 6.360 euro complessivi. Non è tassato ed è compatibile con altri sostegni al reddito come l’Assegno di inclusione o la Naspi. Possono ottenerlo le donne vittime di violenza in condizione di bisogno, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nel percorso di uscita dalla violenza.
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La domanda non va inviata direttamente all’INPS. A trasmetterla è il Comune competente, con il modulo SR208 e le attestazioni dei servizi che hanno in carico la donna. I requisiti nel dettaglio e i punti critici della misura sono riassunti nel nostro approfondimento su come funziona il Reddito di libertà 2026.
Un aiuto legato alle risorse disponibili
Il meccanismo resta quello di un beneficio a capienza limitata: senza fondi sufficienti, una richiesta può essere ammissibile e restare comunque ferma. Lo stanziamento straordinario riduce questa distanza per il 2026, anche se la copertura effettiva varia da una Regione all’altra, perché dipende dalla ripartizione decisa ad agosto e dagli eventuali contributi aggiuntivi messi a disposizione dalle amministrazioni locali.
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