Rottamazione di Imu, Tari e multe, Roma e Napoli sì, Milano e Firenze no: le città che aderiscono e la domanda entro il 15 dicembre
Chi ha vecchie cartelle per Imu, Tari o multe ha tempo fino al 15 dicembre per chiedere la rottamazione, ma solo se il proprio Comune ha aderito. L’elenco ufficiale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione conta circa 1.500 enti e tra le grandi città il Paese si divide: Roma, Napoli, Palermo, Genova e Bari sono dentro, Milano, Bologna e Firenze restano fuori.

Le grandi città che hanno aderito
Undici capoluoghi di regione su venti compaiono nella lista: oltre a Roma, Napoli, Palermo, Genova e Bari ci sono Venezia, Perugia, Ancona, L’Aquila, Campobasso e Catanzaro. A Roma l’adesione copre anche la Tari affidata ad Ama, a Napoli i carichi della società S.A.P.NA., a Genova quelli di Amiu. Tra gli altri capoluoghi di provincia aderiscono Catania, Messina, Reggio Calabria, Taranto, Foggia e Lecce. Mancano invece Milano, Bologna, Firenze, Cagliari, Trento, Trieste e Aosta, oltre a Salerno, Verona, Padova e Brescia. A Torino il Comune non ha aderito ma la Città metropolitana sì, e il Comune ha attivato una definizione autonoma per i debiti affidati al proprio concessionario. Due Comuni aderenti su tre si trovano nel Mezzogiorno, con la Sicilia in testa a quota 261.
Cosa si può rottamare
La sanatoria riguarda i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Per Imu, Tari e gli altri tributi locali si versano il capitale e le spese di notifica e di procedura, senza sanzioni, interessi e aggio. Per le multe stradali lo sconto è più limitato: la sanzione resta dovuta per intero e vengono cancellati solo interessi, maggiorazioni e aggio. Il bollo auto si può rottamare in cinque Regioni: Basilicata, Campania e Lazio, che hanno aderito per tutti i carichi, e Puglia e Umbria, solo per la tassa automobilistica. Restano esclusi i tributi che il Comune riscuote in proprio o tramite concessionari privati.
Come fare domanda
La domanda si presenta solo online sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, anche tramite un CAF o un intermediario delegato. Prima conviene consultare nell’area riservata il prospetto dei debiti definibili: se il Comune ha aderito, i carichi compaiono lì. Chi ha un contenzioso in corso su quei debiti deve impegnarsi a rinunciarvi.
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Quando e quanto si paga
Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia comunicherà l’importo dovuto e le scadenze. Si può pagare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali da almeno 100 euro, con interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, fa perdere i benefici. Per le regole generali si possono leggere i nostri approfondimenti sulla rottamazione quinquies di tributi, multe e cartelle e sulle scadenze per Imu, Tari e multe.
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