Mutui under 36, il tasso fisso diventa sempre meno accessibile

Cresce il costo dei mutui per i giovani
Negli ultimi mesi ottenere un mutuo a tasso fisso per gli under 36 è diventato molto più complicato. Diverse banche stanno, difatti, riducendo o sospendendo le offerte collegate alla garanzia pubblica Consap, il fondo pensato per facilitare l’acquisto della prima casa ai giovani e alle categorie considerate prioritarie. Alla base di questo cambiamento ci sono l’aumento dei tassi di interesse, il rialzo dell’inflazione e l’incertezza economica internazionale, fattori che hanno inciso direttamente sul costo dei finanziamenti immobiliari.
Il ruolo dell’IRS nei mutui a tasso fisso
Uno degli elementi che pesa maggiormente sui mutui a tasso fisso è l’IRS (Interest Rate Swap), il parametro utilizzato dalle banche per determinare il costo dei finanziamenti a rata stabile. Secondo le analisi pubblicate da Altroconsumo, negli ultimi mesi l’IRS è cresciuto sensibilmente su tutte le principali durate dei mutui. A fine aprile 2026, l’IRS a 20 anni era salito intorno al 3,29%, mentre quello a 30 anni si attestava vicino al 3,20%, valori nettamente superiori rispetto all’anno precedente.
Rate più alte e finanziamenti più costosi
L’aumento dell’IRS ha conseguenze dirette sulle famiglie. Anche un incremento di pochi decimali può tradursi in migliaia di euro in più da restituire alla banca nell’arco del finanziamento. Per questa ragione il mutuo a tasso fisso, che negli ultimi anni era stato preferito per la stabilità delle rate, sta diventando meno conveniente e più difficile da ottenere, soprattutto per chi ha redditi medio-bassi o carriere lavorative ancora instabili.
Come funziona il Fondo Consap
Le difficoltà colpiscono in particolare i giovani che intendono accedere al Fondo di garanzia prima casa gestito da Consap. Il sistema prevede una garanzia pubblica fino all’80% della quota capitale del mutuo per gli under 36 con ISEE inferiore a 40 mila euro, oltre che per giovani coppie, famiglie monogenitoriali e altri nuclei considerati fragili. La misura è stata prorogata fino al 2027 e consente, almeno sulla carta, di ottenere finanziamenti anche superiori all’80% del valore dell’immobile.
Perché le banche stanno riducendo le offerte
Tuttavia, le condizioni fissate dalla convenzione Consap stanno diventando sempre più difficili da sostenere per gli istituti di credito. I mutui garantiti devono infatti rispettare limiti precisi sul Taeg, stabiliti trimestralmente in relazione ai tassi medi di mercato. Con il rialzo dei tassi, molte banche ritengono che concedere mutui a tasso fisso entro quei limiti non sia più economicamente vantaggioso. Di conseguenza, diversi istituti hanno progressivamente ridotto le offerte dedicate agli under 36 oppure le hanno eliminate del tutto.
Il rischio di esclusione dal mercato immobiliare
Secondo le simulazioni riportate dagli operatori del settore, per alcuni mutui trentennali garantiti al 100% non sarebbero ormai quasi più disponibili offerte a tasso fisso compatibili con i parametri previsti dalla garanzia pubblica. Questo scenario rischia di rallentare ulteriormente l’accesso alla proprietà immobiliare da parte dei giovani, in un contesto già caratterizzato da salari bassi e precarietà lavorativa.
Le banche spingono verso il tasso variabile
Le banche continuano invece a proporre con maggiore frequenza mutui a tasso variabile. In questa fase, infatti, il variabile consente agli istituti di adeguare più facilmente il rendimento del finanziamento all’andamento del mercato. Tuttavia, questa soluzione comporta rischi maggiori per i clienti: eventuali aumenti dell’Euribor potrebbero tradursi in rate più alte nel corso degli anni. Le famiglie con redditi limitati risultano quindi particolarmente esposte alle oscillazioni future dei tassi.
Le possibili soluzioni allo studio
Per evitare che il Fondo Consap perda efficacia, alcune associazioni dei consumatori e operatori del settore hanno proposto un intervento pubblico capace di compensare la differenza tra i tassi di mercato e quelli previsti dalla convenzione. L’obiettivo sarebbe mantenere accessibili i mutui garantiti e consentire ai giovani di continuare ad acquistare la prima casa senza essere penalizzati dall’attuale fase economica.






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