“The Night of Kick and Punch”. La Cintura Angelo Valente porta a Milano talento, coraggio e rispetto
La Cintura sarà assegnata il 17 ottobre durante la diciannovesima edizione di “The Night of Kick and Punch”. Gli atleti italiani conosceranno soltanto all’ultimo momento gli avversari stranieri
Milano torna capitale degli sport da combattimento con la Cintura Angelo Valente, riconoscimento ideato per ricordare il campione e allenatore milanese scomparso nell’ottobre 2025, a 51 anni. La cintura sarà assegnata negli incontri più prestigiosi della diciannovesima edizione di “The Night of Kick and Punch – World Edition”, in programma sabato 17 ottobre 2026 al Centro Pavesi di Milano.

La manifestazione unirà pugilato e kickboxing: nel pomeriggio saranno coinvolti bambini e giovanissimi, mentre la serata sarà riservata agli incontri tra atleti italiani e internazionali. Nel programma figurano, per la boxe, Nicolas Greco, Francesco Pasqualetti, Cristian Zakkari e Lorenzo Malinverno; nella kickboxing sono annunciati Antonino Reale, Mislav Juric, Ginevra Baldacchino, Shakib Elkadimi e Paolo Pacetta.
Angelo Valente
“Era profondamente cristiano praticante e noi con una preghiera come una Messa abbiamo organizzato la presentazione di Kick and Punch edizione 19, la sua creatura, la grande riunione di boxe e kickboxing che aggrega giovani e gente di ogni estrazione, esponenti della Finanza e della musica, del rap e dello spettacolo, sul ring e in tribuna: lo facciamo contento. Lui è vivo così”: la moglie di Angelo Valente, Marianna Vasaturo, con accanto i figli Adriano e Michelangelo e tanti amici, atleti, tecnici e giornalisti annuncia così nel Palazzo della Provincia di Milano a un anno esatto dalla scomparsa del marito a soli 51 anni ciò che avverrà al Centro Pavesi di Milano sabato 17 ottobre pomeriggio per i bambini e sera per gli adulti. Una manifestazione sportiva che porterà sul ring i migliori atleti nazionali e stranieri di boxe e kickboxing.
La voce è strozzata e così è il maestro di una vita Lino Guaglianone a spiegare: “Angelo è stato un campione, ha vinto quattro volte il titolo mondiale con tre cinture diverse e poi si è dedicato all’insegnamento di quest’arte, con maestria e leggerezza, divertimento, diventando un idolo per tante persone che hanno fatto attecchire le sue radici e ora le trasmettono, continuano l’attività con entusiasmo e nel segno del suo credo: si combatte e si vince con equilibrio e con rispetto delle regole e di ogni avversario. La forza non è mai violenza, ma una forma di intelligenza. Ognuno è forte a modo suo”.
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Una cintura diversa da un titolo federale
La Cintura Angelo Valente non va confusa con un titolo italiano, europeo o mondiale attribuito da una federazione. È un premio speciale interno alla manifestazione, nato per riconoscere negli atleti le qualità che hanno caratterizzato il percorso del maestro: preparazione tecnica, coraggio, capacità di adattamento e rispetto dell’avversario.
L’iniziativa è stata concepita dall’avvocato Michele Briamonte, già atleta e campione del mondo seguito all’angolo da Valente. La sua SAP Fighting Style collabora con Kick and Punch Promotion nell’organizzazione dell’evento. Secondo i promotori, la cintura non rappresenta soltanto il successo sportivo, ma un tributo a chi ha trasmesso disciplina, umiltà e passione a più generazioni.
Originale anche il formato scelto: gli atleti italiani affronteranno avversari stranieri la cui identità resterà riservata sino a ridosso del combattimento. Viene così ridotta la possibilità di costruire una preparazione tattica su filmati, statistiche e contenuti social del rivale.
«Nessuno dei ragazzi conosce chi affronterà», ha spiegato il maestro Lino Guaglianone, sottolineando che questa formula dovrebbe far emergere «chi ha talento puro» e sa misurarsi senza preconcetti o strategie preparate su un nome preciso.
È una scelta spettacolare, ma anche tecnicamente impegnativa: obbliga i combattenti a leggere rapidamente distanza, guardia, ritmo e caratteristiche dell’avversario. La cintura finisce così per premiare non soltanto la potenza, ma l’intelligenza agonistica e la capacità di mantenere equilibrio sotto pressione.
L’eredità del “campione gentile”
Nato a Milano nel 1973, Angelo Valente aveva conquistato quattro titoli mondiali di kickboxing in differenti categorie e sigle internazionali. Fu anche campione italiano di savate e full contact e disputò due incontri di pugilato professionistico nei pesi medi, vincendoli entrambi. Nel 2024 ricevette dal Coni la Palma di bronzo al merito tecnico.
La sua notorietà aveva superato l’ambiente degli sport da combattimento. Nella palestra Kick and Punch Downtown di Palazzo Isimbardi aveva allenato atleti, personaggi dello spettacolo e sportivi, tra i quali Elisabetta Canalis, Sfera Ebbasta, Guè, Christian Vieri e Paolo Maldini. Parallelamente aveva dedicato iniziative a bambini, giovani e persone con disabilità.
Per la moglie Marianna Vasaturo, affiancata dai figli Adriano e Michelangelo, la nuova edizione non deve essere interpretata soltanto come un memoriale, ma come la prosecuzione concreta del lavoro di Valente.
La Cintura Angelo Valente assume quindi un significato che va oltre il risultato del singolo match. Racconta una concezione degli sport da ring nella quale la forza non coincide con la violenza, ma con autocontrollo, preparazione e rispetto delle regole. È questa l’eredità che Milano porterà sul ring del Centro Pavesi: ricordare un campione facendo continuare a combattere i valori che ha insegnato.
La Cintura Angelo Valente
Ogni atleta italiano combatterà con uno straniero e Guaglianone è spiazzante: “Nell’era dei social e delle piattaforme planetarie, dello studio ossessivo dell’avversario, nessuno dei ragazzi fino a questo momento conosce chi affronterà. Solo così si vince e si cresce: Fai quello che sai, chi sta di fronte ha il tuo stesso peso e si è allenato a fondo quanto te, partite ad armi pari. Prevale davvero chi ha talento puro, chi si butta con tutto se stesso, senza pregiudizi, preconcetti e tattiche predefinite”.
Angelo Valente ha allenato anche personaggi molto famosi, da Sfera Ebbasta a Elisabetta Canalis, da Guè Pequeno all’avvocato Michele Briamonte diventato campione mondiale, a Federica Bertoni ora madrina della serata, ma ha soprattutto fatto breccia nei giovani di ogni nazionalità, nei bambini, nei diversamente abili “per i quali abbiamo organizzato esibizioni a Rozzano e Milano con loro protagonisti”, spiega Marianna.
E la sottosegretaria allo Sport e alle politiche giovanili della Regione Lombardia Federica Picchi sottolinea: “Diamo impulso ed energie allo sport perché è il miglior compagno per una vita sana, onesta, rispettosa. Chi fa sport i valori li ha dentro, non c’è bisogno di impararli. E Angelo Valente tutto questo lo ha trasmesso con una carica pari alla forza della malattia che ce lo ha portato via così presto. Ma ha vinto lui: la realtà dimostra che la sua essenza è rimasta qui a impartire lezioni senza salire in cattedra”. Gli atleti di alto livello che affronteranno a sorpresa avversari stranieri sono Nicolas Greco, Francesco Pasqualetti, Cristian Zakkari, Lorenzo Malinverno per la boxe e per kickboxing Antonino Reale, Mislav Juric, Ginevra Baldacchino, Shakib Elkadimi, Paolo Pacetta. Il finale della famiglia Valente è “per chi ci è stato vicino e ha contribuito a rendere possibile questo sogno: Sap Fighting Style, Costruzioni Generali Gilardi, Regione Lombardia, Ferrovie Nord Milano. Assieme a tanta gente entusiasta”.
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