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News

Elezioni in Turchia, è giunto il momento di un cauto ottimismo?

Le elezioni parlamentari e presidenziali turche si terranno domenica in un clima politico ed economico febbrile. Negli ultimi mesi, il paese ha dovuto affrontare un'inflazione a due cifre, una lira sotto pressione e timori per l'indipendenza della sua banca centrale.

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Debito emergente, dietro l’incertezza si nascondono fondamentali solidi

Dopo un inizio d'anno molto positivo, i mercati emergenti stanno attirando l'attenzione per diversi motivi, soprattutto da aprile, quando i prezzi degli asset sono calati drasticamente sui mercati azionari, obbligazionari e valutari. Sui giornali, i titoli negativi relativi ad alcuni dei paesi più grandi nei nostri benchmark, come Turchia e Brasile, non hanno aiutato il sentiment.

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Biotech e automotive trainano la crescita cinese

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina rimane continua ad essere un tema caldo. Entrambi i Paesi sembrano disponibili a negoziare un accordo, con la Cina che ha nuovamente tagliato i dazi all'importazione su una serie di beni di consumo come auto, abbigliamento, calzature ed elettrodomestici, nonostante Trump avesse ventilato un’estensione dei dazi a una più ampia lista di beni e di ulteriori indagini relative alla condotta di Pechino in materia di proprietà intellettuale.

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BCE: Dal QE alla Guidance 2.0

Le dimensioni di politica monetaria. La strategia di politica monetaria della BCE si muove essenzialmente su due dimensioni: Gli acquisti di titoli (APP) e la “forward guidance”.

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Commento di State Street sulla decisione di politica monetaria della Bank of England

A seguito del meeting odierno del Comitato per la Politica Monetaria (MPC) di Bank of England (BoE), Michael Metcalfe, responsabile globale macro strategy di State Street Global Markets, e Barry McAndrew, fixed income senior portfolio manager EMEA di State Street Global Advisors, hanno così commentato.

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2018 al giro di boa, quale posizionamento per i prossimi mesi?

Da un punto di vista macroeconomico, la ripresa economica globale sta procedendo bene. Di recente in alcuni casi i dati economici sono stati leggermente più deboli del previsto, ma partivano da livelli molto solidi e finora non vi sono elementi per ritenere che ciò possa determinare un nuovo trend discendente.

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Orientarsi nel pantano protezionista

I mercati emergenti tendono ad essere visti come omogenei - ciò che è male per un mercato deve avere implicazioni terribili per un altro - ma questa interpretazione non può più essere considerata vera, se mai lo è stata. Le differenze storiche, geografiche e culturali sono sempre esistite e il percorso dell'evoluzione economica si è dimostrato altrettanto diversificato. Se torniamo indietro di due decenni, ci rendiamo conto che la Cina è stata la destinazione preferita al mondo per l’outsourcing, mentre la Corea e Taiwan sono stati i principali centri di produzione di componenti elettronici a livello globale. In quanto tali, queste economie, con la loro evidente vocazione all’esportazione, continuano a soffrire quando il commercio si indebolisce.

Tuttavia molte altre economie emergenti si sono mosse lungo la catena del “valore aggiunto”, allontanandosi da modelli economici che fanno affidamento sui costi ridotti della manodopera al fine di incidere sul mercato globale con esportazioni di basso valore. Come conseguenza di questa migrazione economica verso modelli di produzione di fascia più elevata, la popolazione della classe media si sta espandendo rapidamente e il PIL tende a dipendere sempre più dai consumi interni.

La Russia finora non è riuscita a staccarsi dagli idrocarburi, ma sta attirando l’attenzione per ragioni molto diverse. A livello geopolitico il paese ha dovuto affrontare dei problemi, ma ciò non ha ancora determinato una crisi fatale o sistemica del credito. Si tratta di una contrazione delle valutazioni indotta dalle sanzioni che ha anche indebolito la valuta fino a toccare i minimi del 2016. La domanda quindi è se tutti problemi di cui sopra siano stati sufficientemente incorporati nei prezzi. A conti fatti riteniamo che almeno un’esposizione neutrale alla Russia sia ragionevole, ma si tratta di una posizione “coraggiosa” poiché tutto ruota attorno a fattori politici, sentiment e liquidità piuttosto che attorno ai fondamentali.

Verso riforme strutturali

A parte i problemi della Russia, crediamo che vi siano motivi per essere ottimisti sulla probabile traiettoria che seguiranno le azioni dei mercati emergenti. A differenza degli Stati Uniti, le valutazioni non appaiono eccessive e, considerati gli anni di progressi in termini di governance societaria e di stabilità economica, l’universo dei ME è effettivamente l’unico mercato investment-grade ad essere rimasto indietro. Manteniamo perciò la nostra posizione positiva, nonostante la recente ondata di segnali e propaganda protezionistici. È importante ricordare che la liquidità globale continua ad essere elevata in termini assoluti, nonostante i tentativi della Fed di normalizzare i tassi di interesse e di tagliare il suo bilancio gonfiato.

Sebbene siamo consapevoli dei rischi del protezionismo, una maggiore domanda interna dovrebbe contribuire a mitigare questo fenomeno. Inoltre crediamo fermamente che gli investitori di medio-lungo termine in azioni dei mercati emergenti debbano assicurarsi di puntare sui programmi locali di riforma strutturale migliori. Ad esempio, l’Arabia Saudita, che sta cercando di entrare a far parte dell’indice MSCI Emerging Markets, sta provando a staccarsi dal commercio delle materie prime per puntare sulla tecnologia di alto livello - e questo è solo un esempio di un cambiamento potenzialmente innovativo. In Cina riteniamo che vi siano tre o quattro eccellenti opportunità di trading in società che sono in prima linea nelle riforme ambientali del paese.

Analogamente il Messico ha di recente beneficiato di un upgrade di Moody’s sul proprio outlook da negativo a positivo. Anche questa notizia rappresenta un’opportunità per acquistare società di qualità a basso costo in base alla loro storia in un ambiente di credito in miglioramento.

Allineare la composizione di un portafoglio a programmi di riforma governativi su larga scala offre una maggiore visibilità degli utili e un profilo di rischio / rendimento migliore.


Tim Love - responsabile strategie azionarie Paesi Emergenti - GAM Investments

Europa, debolezze strutturali nell’Unione monetaria

La scorsa settimana le banche centrali hanno cercato di completare i loro piani per l’estate: la Federal Reserve ha alzato ancora i tassi, come previsto, e la Banca centrale europea (BCE) ha fatto un altro piccolo passo avanti verso la normalizzazione della politica monetaria.

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