Dipendenti pubblici: prorogata al 2020 l’opzione Tfr

di Walter Quattrocchi -

Avranno cinque anni in più di tempo per decidere di aderire a un fondo pensione

I dipendenti pubblici assunti prima del 2001 hanno tempo fino al 31 dicembre 2020 per aderire a un fondo pensione, optando per il trattamento di fine rapporto invece del trattamento di fine servizio.

La proroga di altri cinque anni del termine di scadenza del 31 dicembre scorso, per la scelta del Tfr invece del Tfs, è stata inserita nel Contratto collettivo nazionale quadro firmato a fine maggio dall’Aran e dalle confederazioni sindacali.

I dipendenti assunti dal primo gennaio 2001 sono già in regime di Tfr e possono scegliere di aderire a un fondo negoziale in qualsiasi momento.

I dipendenti pubblici che aderiranno entro il 2020 ad un fondo pensione negoziale (Espero per la scuola e Perseo Sirio per gli altri settori) potranno continuare a beneficare dell’incentivo, a carico dello Stato, pari all’1,50% della retribuzione utile al Tfs (1,20% su base Tfr), versato mensilmente e per sempre.

Destinando a un fondo pensione una contribuzione pari almeno all’1% della retribuzione utile al calcolo del Tfr, sia i lavoratori pubblici sia quelli privati hanno diritto al versamento al fondo da parte del datore di lavoro di un ulteriore contributo pari all’1%.

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La misura della contribuzione scelta dal lavoratore al momento dell’adesione e pari almeno all’1% della retribuzione utile al calcolo del Tfr, può essere variata annualmente.

Sia l’Aran sia i sindacati hanno ribadito la necessità di attivare, entro un anno dalla sottoscrizione del contratto, un confronto, per adottare nuove iniziative volte ad accrescere e a rafforzare la comunicazione tra le amministrazioni pubbliche e il personale in tema di cultura previdenziale.

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