Le proposte dell’ Antitrust per migliorare la concorrenza nel mercato della previdenza complementare

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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato pochi giorni fa al Presidente del Consiglio un ampio documento che contiene una serie di suggerimenti per la redazione del disegno di legge concorrenza.

Numerosi gli spunti riportati, dagli interventi sulle reti e gli investimenti e la digitalizzazione,  alle infrastrutture e rete portuale,  agli appalti pubblici , alla rimozione delle barriere all’entrata e nuovi ingressi per incrementare la produttività, alla tutela della salute.

Tra i diversi interventi per aumentare la produttività vi è anche un intervento proposto in materia di fondi pensione con particolare riferimento al regime della portabilità. Va ricordato in premessa come in base alla normativa attuale si prevede la possibilità di trasferire la propria posizione individuale ad altra forma pensionistica  dopo un periodo di permanenza di 2 anni (non c’è invece limite temporale in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione come il cambio lavoro) ; per quanto riguarda però le forme di previdenza collettiva (fondi pensione preesistenti, fondi pensione negoziali, fondi pensione aperti ad adesione collettiva ) è necessario per potere “portare” anche il contributo datoriale e il tfr maturando che tale possibilità sia contemplata dalla contrattazione collettiva.

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La Autorità Antitrust osserva, così come aveva già fatto in passato, che si auspica la rimozione delle residue rigidità del sistema regolatorio nella prospettiva di agevolare la mobilità dei lavoratori e favorire una più estesa concorrenza tra i fondi pensione anche nell’ottica di una maggiore sostenibilità di lungo periodo nel settore previdenziale. Si ritiene allora opportuno ribadire l’esigenza di garantire la mobilità delle posizioni individuali anche evitando vincoli o condizionamenti nella contrattazione collettiva.

Si sottolinea allora la questione della effettiva portabilità  dei contributi pensionistici anche con riferimento alla quota a carico del datore di lavoro. Altro profilo rimarcato è quello di consentire ai fondi pensione di rivolgersi alla più ampia platea di riferimento possibile.

La proposta che si suggerisce allora di introdurre nella Legge concorrenza è quello di modificare la normativa di riferimento eliminando le possibili limitazioni , anche in sede di contrattazione collettiva al diritto al versamento, nella forma pensionistica prescelta , del tfr maturando incluso l’eventuale contributo a carico del datore di lavoro nonché la rimozione nell’ambito del quadro di regole in tema di previdenza complementare di indebiti vincoli residui al fine di consentire la scelta tra la più ampia gamma possibile di strumenti di previdenza complementare  e di garantire analogo diritto alla portabilità , a prescindere dalla categoria professionale dei lavoratori e della tipologia di imprese

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