La Cina non ci spaventa. Ecco perchè compriamo

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Ritengo che ormai i mercati siano divisi in due blocchi che seguono regole e dinamiche diverse .

Qualcuno recentemente ha scritto ”I cinesi innovano e poi regolano, gli europei regolano e non innovano, gli americani innovano e poi non regolano.”

Se ci pensate bene, direi che queste parole potrebbero sintetizzare fedelmente quello che abbiamo visto di recente sui listini azionari mondiali e le relative performance.

L’intervento a gamba tesa del governo dell’ex Celeste Impero è stato recepito come  un fulmine a ciel sereno e la correzione  che ne è seguita è stata oggettivamente pesante .

I dubbi sul fatto che possa essere cambiato l’atteggiamento del governo sui capitali esteri hanno rappresentato il catalizzatore della fuga dal mercato cinese.

Ma è veramente tutto così negativo quello che ha deciso il governo di Xi Jinping ?

A ben vedere, a me francamente  sembra che invece queste mosse abbiano una logica di lungo periodo e che l’obiettivo sia quello di far prosperare il Paese e la sua gente ma non a tutti i costi e in particolare non a discapito della stabilità sociale .

Il 14° piano quinquennale – un progetto economico che copre il periodo 2021-2025 –  rispetto a quelli precedenti , pone maggiore enfasi su fattori come l’assistenza sanitaria, all’infanzia, la fertilità, l’istruzione e l’ambiente. Sembra che i giorni di crescita sfrenata e incontrollata della Cina a spese del benessere della popolazione  e dell’ambiente siano finiti. Il che, se ci pensate, è una buona cosa.

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Per tale motivo, a mio avviso non ha proprio senso vendere in questo momento. Anzi, bisognerebbe aumentare l’esposizione ben sapendo che tale posizione rimarrà comunque volatile e , come tale, destinata ad investitori ”razionali”  che non si fanno spaventare dalle oscillazioni di breve periodo.

Venendo al blocco occidentale, e in particolare a quello americano , il mercato ha visto segnare nuovi massimi , ma è sempre più evidente la totale dipendenza dalle banche centrali e a breve ci sarà la consueta riunione di Jackson Hole .

Sembra  quasi scontato l’inizio del “tapering” e nell’ultima settimana qualche piccolo segnale di nervosismo ha cominciato ad affiorare tra gli operatori , quasi a mandare un messaggio ai banchieri.  Proprio come fanno i bambini piccoli con i genitori quando pensano che con i capricci riusciranno ad ottenere qualcosa in più .

Quanto mi piacerebbe essere invisibile per poter partecipare di nascosto alle riunioni della FED e ascoltare quello che è veramente il pensiero dei banchieri centrali e non quello che poi dicono al mondo , centellinando ogni parola attenti a non incorrere nel più piccolo errore di comunicazion. Tutti ricorderanno cosa successe nel maggio 2013 quando Bernanke utilizzò  maldestramente la magica parolina “ tapering” (che ai tempi sembrava innocua)  e che oggi equivale a invocare la strega cattiva .Eppure siamo tutti consapevoli che, prima o poi,  questo gigantesco stimolo monetario non ci sarà più e torneremo ad una economia “normale” dove si remunera chi presta il denaro ed esistono vincenti e perdenti. Si tratta solo di tempo, anche se, temo, ne dovrà passare ancora un po’.

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Vedendola da qui, allora, non sembra poi così incomprensibile la decisione “regolatoria” dei cinesi, che, oltretutto, possono ancora contare su un rendimento positivo dei titoli di Stato.

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