Shitties: la “merda d’artista” diventa un NFT

-

La finanza digitale e le tecnologie blockchain abbracciano il settore dell’arte, un nuovo asset digitale si sta affermando sempre di più: gli Nft, o token non fungibili. Tra i numerosi progetti emersi sulla scena c’è anche Shitties, di WorldShittiestArt: una collezione di NFT –  disponibile su OpenSea – lanciata dall’artista anonimo che si identifica con lo pseudonimo di Shitoshi Nakamoto.

Basandosi sulla “merda d’artista” di Piero Manzoni del 1961, che ha avuto un grande impatto sull’intero mercato dell’arte con la sua idea provocatoria e rivoluzionaria, Shitoshi e il suo team hanno deciso di raccogliere feci di personaggi famosi da tutto il mondo. Hanno raccolto oltre 1500 feci umane in tutto il mondo nel giro di 2 anni, confezionandole in lattine all’avanguardia e digitalizzandole in una collezione di 100 NFT: Shitties.

Sin da subito la collezione ha attirato l’interesse della community NFT: in un mese sono state vendute oltre 45 opere per un totale di 62.7 Ethereum, un valore pari a oltre 190mila euro.

Una di queste la Shit #087 – Bill Gates, è stata venduta alla conferenza metaver.so, ad un valore di 7500$, con oltre 20 offerenti.

Nel caso di Shitties, i possessori degli NFT non solo sono proprietari di un’opera d’arte unica al mondo, ma possono inoltre guadagnare tramite proventi dalle commissioni di transazione sugli scambi, partecipare in prima linea alle successive release dell’artista e partecipare attivamente allo sviluppo del progetto.

🔥 DA NON PERDERE ▷  Alta velocità, Tgv terzo incomodo. Tremano Trenitalia e Italo. Le tratte in gioco

Il 2021 è stato un anno di grande crescita per il mercato: le vendite nel settore NFT sono cresciute da soli 41 milioni di dollari nel 2018 a 2,5 miliardi di dollari nella prima metà del 2021, raggiungendo una crescita di quasi 60 volte in tre anni e mezzo. Per il settore dell’arte rappresenta una grande opportunità, soprattutto se si tiene conto delle numerose opere d’arte false che vengono vendute e che rappresentano un grosso problema per le gallerie e i collezionisti; i token non fungibili rappresentano veri e propri certificati di autenticità digitale usati per garantire la proprietà di determinati oggetti e, attraverso la tecnologia blockchain, renderli unici, non riproducibili e facilmente verificabile per gli investitori.

Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.