Anche Espero adotta il silenzio assenso

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La Covip nel presentare la propria Relazione annuale ha riservato un approfondimento ai meccanismi di auto-enrolment, per rilanciare le adesioni alle previdenza complementare per i dipendenti del settore privato.

Così come viene sottolineato, nella ipotesi in cui si decidesse di riproporre come nel 2007 il silenzio assenso in versione generalizzata (al momento si applica solo ai nuovi assunti) , traendo spunto  dalle diverse esperienze internazionali, la Autorità di Vigilanza suggerisce di adottare un funzionamento semplice, rendendo immediatamente chiari e percepibili i benefici dell’adesione ai fondi pensione.

Per quel che riguarda il pubblico impiego vi è nel frattempo una significativa novità.  Dopo la adozione anche da parte del Fondo Perseo-Sirio, il fondo di previdenza complementare negoziale a cui possono aderire i lavoratori dei ministeri, delle regioni, delle autonomie Locali, della sanità, degli enti pubblici non economici, dell’ENAC, del CNEL, delle università, degli enti di ricerca, delle agenzie fiscali, della possibilità di adesione anche mediante il silenzio-assenso, ora anche il fondo pensione del comparto scuola si dirige nella nuova prospettiva

Il 31 maggio, come si legge sul sito dell’Aran,  è stata infatti sottoscritta  l’Ipotesi di accordo sulla regolamentazione inerente alle modalità di espressione della volontà di adesione al Fondo pensione Espero, anche mediante forme di silenzio-assenso, ed alla relativa disciplina di recesso del lavoratore.

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L’accordo si applica al personale assunto, dopo il 1° gennaio 2019, nelle amministrazioni pubbliche destinatarie del Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori della Scuola Fondo Pensione Espero, il fondo di previdenza complementare negoziale a cui possono aderire tutti i lavoratori della scuola e delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

In analogia a quanto già avviene nel settore privato, e all’accordo sottoscritto per il Fondo Perseo-Sirio in data 16 settembre 2021, l’accordo prevede sia l’adesione espressa, mediante una esplicita manifestazione di volontà dell’aderente, sia l’adesione mediante silenzio-assenso (cosiddetta “adesione tacita”).

Per questo secondo caso, l’accordo definisce modalità e regole che assicurino una puntuale ed esaustiva informazione per i neo-assunti. Si prevede, infatti, che il lavoratore al momento dell’assunzione riceva una dettagliata informativa dalla propria amministrazione, contenente informazioni generali sulla previdenza complementare e informazioni specifiche sul Fondo Espero, anche mediante rinvio al sito web del Fondo o di siti web istituzionali, sulla possibilità di iscriversi e sul meccanismo del silenzio-assenso. Nei nove mesi successivi, il lavoratore può iscriversi espressamente o dichiarare che non vuole iscriversi (in tale ultimo caso, naturalmente, non scatta il meccanismo del silenzio-assenso). Se non fa né l’una né l’altra cosa allo scadere dei nove mesi egli è iscritto. Riceverà, quindi, una seconda comunicazione, stavolta da parte del Fondo Espero, che lo informerà dell’avvenuta iscrizione evidenziando anche che, entro un mese, potrà esercitare il diritto di recesso. Solo dopo che è trascorso questo ulteriore periodo, senza che sia stata manifestata alcuna volontà, l’iscrizione si perfeziona.

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L’accordo è stato sottoscritto nella forma di Ipotesi e sarà efficace solo dopo il completamento dell’iter dei controlli previsto per i contratti collettivi di lavoro sottoscritti dall’Aran.

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