Comunicatore a chi? Dibattito intorno al libro di Silvia Grassi e Roberto Iadicicco
Tu chiamali se vuoi… comunicatori – Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale
Quanti sono, chi sono e, soprattutto, come sono quelli che oggi si autodefiniscono “comunicatori“?
Se è vero che sia siamo tutti esseri comunicanti, bisogna distinguere tra caratteristica del genere umano e professione, con i propri percorsi formativi, la propria sponda deontologica, le proprie regole e responsabilità.
E ancora, qual è oggi la relazione tra comunicazione e informazione?
Comunicatore a chi?
L’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale ha organizzato in luglio l’incontro “Comunicatore a chi?”, titolo del libro di Silvia Grassi e Roberto Iadicicco, edito da Guida Editori.
“comunicatori”?
Comunicazione pubblica: qual è oggi la relazione tra comunicazione e informazione?
Assieme agli autori, introdotti e moderati dal Segretario Generale, Marco Magheri, ne hanno discusso Francesco Marrazzo, docente all’Università Federico II di Napoli e autore di una articolata analisi qualiquantitativa sui comunicatori (Fare comunicazione pubblica in tempo di crisi, edito da Libreria Universitaria) e Mihaela Gavrila, Responsabile Scientifico di MediaLab dell’Università Sapienza di Roma.
Il dibattito ha fatto emergere l’esigenza, per migliorare la qualità della relazione tra istituzioni e cittadini, di un rinnovato apporto dei comunicatori all’interno della PA per guidare il processo di innovazione quali veri e propri manager della complessità. Nell’incontro, molto partecipato, si è anche riflettuto su alcuni elementi salienti del nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, in vigore dal 14 luglio 2023 e del nesso tra agito del singolo e ricadute reputazionali per l’intera Pubblica Amministrazione.
Il libro
In Italia, i giornalisti sono arrivati quasi a 110.000, cui si sommano gli oltre 21.000, tra comunicatori e addetti stampa in imprese, associazioni, enti pubblici. I social media manager si stanno ora associando per il riconoscimento di questa nuova professione, già molto diffusa, così come gli influencer che chiedono di essere tutelati e riconosciuti come comunicatori digitali. Il numero dei “comunicatori” è in continuo e costante aumento e dall’antica Grecia ad oggi, è una professione che si è sempre evoluta e mai estinta. Allora, è bene chiedersi cosa distingue i “comunicatori” tra di loro: se è vero che lo siamo un po’ tutti, esiste ancora il discrimine tra chi fa comunicazione e chi informazione? Oppure, come aveva già profetizzato nel ’68 un’artista visionario come Andy Warhol, “Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti” e nell’era dei Social a decretare il successo sono più i numeri che i contenuti? A queste domande cercherà di rispondere questo libro attraverso il contributo di chi ha fatto della comunicazione una professione, di chi tutti i giorni si occupa di parlare agli altri, di informarli, di convincerli, di intrattenerli e persuaderli. Ringraziamo per questo e per gli indispensabili contenuti forniti: Simona Agnes, Claudio Baglioni, Carlo Bartoli, Novella Calligaris, Gianni Canova, Piero Chiambretti, Andrea Delogu, Nino Di Matteo, Romana Liuzzo, Alessandro Paolucci (in arte @Dio), Filippo Patroni Griffi, Lorenza Pigozzi, Fabrizio Pregliasco, Andrea Purgatori, Monica Setta e, per la prefazione, Giovanni Grasso.






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