Indice di vivibilità, lo studio di N26: l’Italia è il secondo Paese meno vivibile in Europa

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Nonostante il calo dell’inflazione e dei costi energetici rispetto ai massimi storici registrati nello scorso biennio, il costo degli affitti e dell’energia elettrica continuano a essere motivo di preoccupazione in Italia come nel resto d’Europa.

Lo studio della banca online N26 sull’Indice di vivibilità[1], mirato ad individuare quali sono i Paesi europei che offrono una migliore qualità della vita[2], ha esaminato i dati sulle spese relative all’affitto[3] e all’elettricità[4] di ciascun Paese, confrontando gli aumenti salariali[5] e considerando sia la densità di popolazione che il senso generale di felicità dei residenti[6].

Secondo i dati dello studio di N26, l’Italia si classifica al penultimo posto seguita solo dal Regno Unito: la situazione caro affitti ed energia elettrica, dunque, ha un impatto importante sugli stipendi mensili degli italiani, che sono tra l’altro tra i più bassi in Europa. Se si considera, infatti, che oltre il 52% dello stipendio degli italiani è destinato all’affitto, percentuale più elevata tra i Paesi europei considerati, si evince come il nostro Paese si trovi di fronte a sfide significative per quanto riguarda il costo della vita.

Sul podio della classifica di N26, invece, la Danimarca, considerata come il miglior Paese in Europa in cui vivere. Seguono al secondo e al terzo posto la Svizzera e il Belgio, Paesi in cui la percentuale di salario destinata agli affitti è rispettivamente del 21% e del 18%, indice di una situazione più favorevole per quanto riguarda la proporzione tra reddito e costi abitativi.

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Al terzultimo posto nella classifica dello studio di N26, infine, i Paesi Bassi: qui la percentuale di salario destinata all’affitto si aggira attorno al 37%.

[1] L’Indice di vivibilità fornisce una panoramica e una classifica del costo della vita in 12 Paesi europei (Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera), selezionati in base alla loro appetibilità per il trasferimento, alla dimensione della popolazione e alla situazione politica e sociale nel momento in cui è stato curato l’indice.

[2] La classifica è stata creata in base alla percentuale di stipendio mensile speso per l’affitto e per l’elettricità, alla variazione tra inflazione e percentuali di aumento salariale, alla concentrazione di persone in ogni Paese per KM2.

[3] I prezzi degli affitti si basano sui costi nelle principali città o capitali di ogni Paese per un appartamento con una camera da letto.

[4] Abbiamo considerato il consumo annuale medio di elettricità pro capite, con il relativo costo attuale, confrontato con il reddito annuo nell’Unione Europea nella fascia di consumo da 1.000 a 2.499 kWh, banda CC.

[5] I dati sugli stipendi medi in ciascun Paese sono stati raccolti dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) tra il 2018 e il 2022.

[6] I dati sono stati raccolti dall’ultimo World Happiness Report

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