A febbraio posizione cauta sull’azionario
- Il calo dell’inflazione e le aspettative esagerate di riduzione dei tassi sono ormai scontati.
- Il posizionamento rialzista è visibilmente aumentato e l’andamento dell’indice VIX (indice di volatilità) mostra un vento contrario a breve termine per un S&P500 ipercomprato. Inoltre, prevediamo un indebolimento della crescita del PIL nel secondo e terzo trimestre. Questo ci fa propendere per una posizione cauta sulle azioni nel breve termine.
- Stabilito ciò, l’evidenza storica suggerisce che il picco delle banche centrali può rivelarsi di supporto per le azioni. I prezzi elevati dell’AI (Intelligenza Artificiale) sono sostenuti da solide prospettive di guadagno e da un rapporto PEG (Price/ Earnings to Growth) contenuto, mentre l’indice Sentix (Sentiment Indices) dell’Unione Europea si sta stabilizzando.
- 129 aziende statunitensi hanno comunicato i risultati. La sorpresa rispetto alle aspettative è positiva del 6% e il risultato azionario mediano è migliore rispetto all’indice SPX (S&P500). Rimaniamo al di sotto del consenso nel 2024 e 2025, ma prevediamo comunque una crescita discreta.
- Si prevede un TR (combinazione tasso interesse e reddito) a 12 mesi di circa il 9% per gli indici ex-USA e un più limitato 4% per gli USA. Un sovrappeso: UEM (Unione Economica Monetaria Europea) versus USA, Giappone, SMI (Swiss Market index), Cina (lieve, con lento accumulo di posizioni), Corea e India.
- Settori dell’Unione Europea: sovrappeso per Banche, Beni durevoli, Energia, Food Beverage Tobacco., Health Care Equipments & Services., Pharma, Telecom. Servizi, Servizi di pubblica utilità. Sottopeso per Auto (nuovo), Beni strumentali, Communication Professional Services, Diversified Financial, Assicurazioni, Materiali, Media, Real Estate, Software (nuovo).




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