21Shares: Ecco perché il Bitcoin si sta contraendo

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iugno non è stato certamente un mese facile per il Bitcoin, il quale ha attraversato diverse ondate di vendite che ne hanno fatto contrarre il valore di circa il 10%, da 67mila a 62mila dollari al momento in cui si scrive. Per fare un esempio concreto, il governo tedesco è in procinto di vendere 50mila unità di BTC, per un valore di 3 miliardi di dollari, sequestrati a un sito web di film piratati, Movie2k. Le prime tranche di queste immissioni sono già avvenute, come attesta il fatto che il portafoglio associato ha iniziato a effettuare operazioni di trading con piattaforme centralizzate, tra cui Coinbase e Desk. Inoltre, i timori incombenti sui rimborsi di Mt.Gox hanno suscitato ulteriore ansia nel mercato, poiché i piani di rimborso di BTC del valore di 8,6 miliardi di dollari dovrebbero iniziare a luglio. In realtà, anche in questo caso, i rimborsi saranno spalmati su più mesi; pertanto, non dovremmo assistere a un violento shock di offerta, anche alla luce del fatto che la maggior parte dei creditori sono “early adopter”, che credono nelle potenzialità del Bitcoin e sono più inclini a detenere l’asset in portafoglio per un periodo di tempo mediamente più lungo.

Purtroppo, il sentiment negativo è stato esacerbato anche dai miner, i quali, nell’arco di 30 giorni, hanno venduto Bitcoin per un ammontare di circa 2 miliardi di dollari, registrando il maggior sell-off da un anno a questa parte. Questi episodi sono comuni dopo gli halving (l’ultimo dei quali è avvenuto ad aprile), in quanto i miner vedono i loro rendimenti dimezzati, e non è quindi un caso che oggi le loro riserve si attestino sui livelli più bassi dal 2021. Quello che è diverso rispetto alle volte scorse è il prezzo dell’energia, il quale determina la rendita per unità computazionale, una misura che, alla luce dei costi energetici più elevati, si sta riducendo. Ciò significa che il Bitcoin sta attraversando un periodo in cui la sua profittabilità è minore e questo spinge gli operatori di sistema a bloccare determinate attività in quanto non più remunerative. Per rendersene conto, basta osservare la potenza di calcolo dell’intero sistema, che rispetto al mese di maggio è calata del 15%.

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Infine, per quanto riguarda il mercato dei future, i volumi di scambio sono tornati attorno al livello osservato a febbraio di circa 35 miliardi di dollari, a segnalare che il mercato è meno attratto dagli investimenti speculativi rispetto al passato. A sostegno di questa conclusione vi è anche un indice di forza relativa (RSI), che ha toccato il livello più basso mai raggiunto quest’anno, segnalando come il Bitcoin sia stato eccessivamente venduto e che potrebbe rappresentare un futuro segnale di acquisto per gli investitori. Se così fosse, potrebbero esserci buone opportunità per i mesi a venire, dato che l’attuale livello di questo parametro è persino più basso di quello osservato nel marzo 2023 prima della crisi della banche americane che ha innescato un rally del 60%.

In ogni caso, noi di 21Shares riteniamo che questa correzione non sia solo “normale” per un asset molto volatile che ha vissuto una forte crescita negli ultimi mesi, ma anche salutare. Infatti, la recente ondata di vendite contribuirà a tagliare la speculazione in eccesso, permettendo un consolidamento sano e un ulteriore sviluppo dei fondamentali del Bitcoin, il quale sta comunque scambiando su livelli superiori rispetto ai cicli economici precedenti.

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