L’Italia che attira capitali: il mattone commerciale resiste alle incertezze globali

In un mondo economico sempre più instabile, c’è un settore che in Italia continua a mandare segnali di solidità: il mercato immobiliare commerciale. Mentre il 2026 si apre tra tensioni geopolitiche, crescita rallentata e consumatori più prudenti, il mattone, soprattutto quello destinato ad attività economiche, sembra non perdere appeal, anzi lo rafforza.
I numeri parlano chiaro. Secondo le analisi di Cushman & Wakefield, nei primi tre mesi dell’anno gli investimenti hanno superato i 3 miliardi di euro, un risultato che sorprende soprattutto considerando il contesto: inflazione sotto controllo, crescita debole e un PIL atteso intorno allo 0,5%. Eppure, proprio in questa fase di incertezza, l’Italia continua ad attrarre capitali stranieri, che rappresentano circa il 65% del totale.
Le vetrine del lusso non conoscono crisi
A trainare il mercato è soprattutto il retail, tornato protagonista dopo anni di trasformazioni. Le grandi vie dello shopping restano un punto di riferimento globale, capaci di mantenere valori tra i più alti in Europa.
In Via Montenapoleone, nel cuore di Milano, o lungo Via dei Condotti a Roma, si avverte ancora quella combinazione di prestigio e attrattività che continua a sedurre i grandi marchi internazionali. I canoni restano elevati, segno di una domanda che, pur selettiva, non accenna a indebolirsi.
Non è solo il lusso, però, a muoversi. Crescono anche segmenti più dinamici come sportswear, cosmetica e lifestyle, mentre nuovi investitori, tra cui gruppi come VIA Outlets, iniziano a posizionarsi sul mercato italiano, segno di una fiducia che va oltre le contingenze.
Logistica, il Nord al centro delle nuove rotte
Se il retail racconta la tenuta delle città, la logistica parla invece di trasformazioni più profonde. Il Nord Italia si conferma snodo strategico per le merci che attraversano l’Europa, con Lombardia e Piemonte in prima linea.
Qui la domanda di spazi cresce con forza, spinta dall’e-commerce e dalla riorganizzazione delle catene globali. Sul fronte degli investimenti si registra tuttavia una pausa apparente: non manca l’interesse, ma mancano gli immobili disponibili. Molti proprietari preferiscono aspettare, rimandando le vendite in un mercato che potrebbe offrire condizioni migliori nei prossimi mesi.
Uffici, vince la qualità
Diverso, ma altrettanto interessante, è il discorso per gli uffici. A Milano e Roma il mercato è sempre più selettivo: meno spazi assorbiti, ma di qualità superiore.
Nel capoluogo lombardo i tempi di assorbimento si allungano, ma gli spazi migliori, quelli centrali, sostenibili e tecnologicamente avanzati, continuano a raggiungere canoni record. A Roma, invece, il mercato si muove con maggiore gradualità, dopo la spinta degli investimenti legati al PNRR.
In entrambe le città si intravede un ritorno degli investitori istituzionali, ma con criteri molto più rigidi rispetto al passato: oggi contano efficienza energetica, posizione e qualità complessiva dell’immobile.
Un equilibrio fragile, ma promettente
Il quadro che emerge è quello di un mercato che resiste, ma senza euforia. L’Italia resta una destinazione interessante perché offre un equilibrio raro: prezzi ancora competitivi rispetto ad altri Paesi europei e opportunità di valorizzazione nel medio periodo.
Molto dipenderà da ciò che accadrà fuori dai confini nazionali: tensioni geopolitiche, andamento dei tassi, dinamiche del commercio globale. Ma una cosa sembra certa: il mattone commerciale italiano continua a essere, per molti investitori, un porto sicuro in tempi incerti.






VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green