Timori Usa: come interpretare l’attuale volatilità sui mercati

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Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento significativo della volatilità del mercato azionario. Gli investitori globali si sono mostrati preoccupati per la salute dell’economia statunitense in seguito alla pubblicazione di alcuni dati più deboli del previsto. Giovedì scorso è stato pubblicato il sondaggio ISM sul settore manifatturiero, e venerdì il Bureau of Labor Statistics ha condiviso il suo rapporto mensile sull’occupazione; entrambi indicano che il mercato del lavoro negli Stati Uniti continua a rallentare.

Il grafico sotto (Fig.1) mostra la variazione mensile delle buste paga (la barra scura) rispetto alle previsioni degli analisti (la barra più chiara). Dopo una serie di dati migliori del previsto all’inizio dell’anno, possiamo osservare numeri più deboli di quanto preventivato in tre degli ultimi quattro mesi.

Figura 1

Inoltre, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito al 4,3% a luglio (Fig. 2). Si tratta di un dato basso rispetto allo standard, ma coerente con un rallentamento dell’economia.

Figura 2

La maggior parte degli analisti si aspettava un rallentamento nei prossimi mesi in seguito all’impennata dei tassi di interesse, ma gli ultimi dati hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che l’economia statunitense potrebbe già essere diretta verso una recessione, con implicazioni negative per l’economia globale. Alcuni commenti sugli utili delle società dei generi di consumo Usa nelle ultime settimane hanno suggerito che i consumatori, in particolare quelli a basso reddito, si trovano ad affrontare numerose pressioni.

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Alla luce di questi ultimi dati, c’è stata una certa delusione per il fatto che la Federal Reserve (Fed) statunitense abbia scelto di mantenere invariati i tassi la scorsa settimana. Dato che non è previsto alcun incontro ad agosto, la banca centrale probabilmente sceglierà di tagliare i tassi nella riunione di settembre; i dati delle prossime settimane indicheranno se ha aspettato troppo a lungo. Tuttavia, altri dati macroeconomici USA suggeriscono che l’economia sia ancora in buone condizioni. Ne è un esempio la crescita annuale del PIL di Stati Uniti,  Regno Unito e l’Eurozona, dove la crescita Usa rimaneancora forte (Fig. 3).

Figura 3

Sarà essenziale monitorare attentamente i dati in arrivo per capire se l’economia statunitense stia effettivamente rallentando a un ritmo più rapido del previsto.

Quali le implicazioni per i portafogli?

Il recente calo dei mercati azionari ha avuto un impatto, in particolare sui portafogli a rischio medio-alto ma, dall’altra parte, l’attuale volatilità del mercato potrebbe offrire l’opportunità di incrementarel’esposizione azionaria.

Allo stesso tempo, sul versante del reddito fisso, possiamo vedere emergere i benefici della diversificazione. I rendimenti obbligazionari sono diminuiti, facendo quindi aumentare i prezzi, in quanto gli investitori hanno cercato dei rifugi sicuri, favorendo i portafogli a basso rischio.  Si tratta di una situazione diversa da quanto accaduto nel 2022, quando con i rendimenti obbligazionari in aumento e i mercati azionari in calo la diversificazione non aveva fornito gli stessi benefici che vediamo oggi.

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Al momento, riteniamo che la reazione del mercato alle preoccupazioni sulla crescita degli Stati Uniti sia piuttosto drammatica.  Il ritracciamento odierno potrebbe offrire un’opportunità per aumentare l’esposizione azionaria. Presupposto fondamentale è che l’economia statunitense rimanga in buona salute; la nostra opinione è che quest’ultima stia rallentando, come ci si potrebbe aspettare dato il forte aumento dei tassi di interesse, ma che non cadrà in recessione.

Stiamo però vedendo la disoccupazione aumentare, insieme ad altri indicatori importanti, come l’aumento delle insolvenze per le carte di credito. Se questo rallentamento dovesse accelerare, allora bisognerebbe riconsiderare la decisione della Fed di mantenere invariati i tassi di interesse.

Riteniamo inoltre che il rallentamento non avrà un impatto significativo sulla redditività aziendale. I margini di profitto statunitensi nel corso degli anni si sono dimostrati generalmente più resilienti delle aspettative. Anche durante la recessione della pandemia sono diminuiti solo per un breve periodo e si sono attestati a livelli molto più alti rispetto alla recessione del 2009-10.

Quando si tratta di mercati azionari, nel caso di un rallentamento economico molto dipende da come questo si tradurrà in termini di redditività aziendale.  Per ora, la nostra assunzione è che leaziende manterranno intatti i loro margini, sebbene si tratti di una metrica importante da continuare a monitorare.

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