Obbligazionario: il piano fiscale tedesco potrebbe portare a un risveglio dell’Eurozona

Julien Houdain, Head of Global Unconstrained Fixed Income, Schroders -

Nelle ultime settimane si è assistito a un drastico cambiamento nella narrazione dell’economia globale. Con la Germania che si è finalmente avvicinata all’idea di un consistente stimolo fiscale e gli Stati Uniti che stanno rallentando, innescando timori di recessione, i mercati si sono mossi in modo aggressivo per riflettere questo scenario.

Fonte: Schroders Global Unconstrained Fixed Income team, 17 marzo 2025.

Un “atterraggio morbido” rimane il nostro scenario di base, ma abbiamo aumentato la probabilità di un “atterraggio duro” in risposta alla debolezza di breve termine. Al contrario, riteniamo che la probabilità di un “no landing” sia diminuita. Ciò riflette la nostra opinione che lo shock negativo sulla crescita derivante dai dazi contribuirà a compensare eventuali aggiustamenti inflazionistici dei prezzi, almeno nel breve periodo.

Il risveglio dell’Eurozona

Da tempo l’Eurozona lotta contro il declino della competitività, gli alti prezzi dell’energia, un contesto poco incoraggiante sul fronte manifatturiero a livello globale e, nel caso della Germania, la mancanza di ambizione nell’introdurre stimoli fiscali. Tuttavia, una combinazione di crescente autosufficienza per ragioni di sicurezza e la nuova leadership sembra aver catalizzato un cambiamento sul fronte fiscale in Germania.

Il pacchetto di misure per le infrastrutture e la difesa annunciato dal nuovo cancelliere Merz rappresenta un cambiamento significativo nel livello di proattività dei policymaker tedeschi. Riteniamo che ciò potrebbe stimolare ulteriori spese in altri Paesi dell’Eurozona o facilitare l’emissione di ulteriori debiti o prestiti congiunti a livello di UE.

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Al contrario, gli sviluppi nel Regno Unito sono passati in secondo piano rispetto a quelli dell’Eurozona. La debolezza della crescita farebbe pensare alla necessità di un maggiore allentamento da parte della Banca d’Inghilterra (BoE), ma il persistere di un’inflazione elevata ne limita la capacità di allentamento aggressivo.

Mentre l’Europa si desta, gli Stati Uniti vanno nella direzione opposta

L’economia statunitense sta rallentando, ma da un punto di partenza elevato, in quanto i consumatori e le imprese hanno anticipato gli acquisti in vista di potenziali dazi. Le recenti debolezze possono essere attribuite anche a un calo degli investimenti delle imprese dovuto agli alti livelli di incertezza e al clima freddo, che sembra aver frenato la spesa dei consumatori.

I timori di recessione hanno iniziato ad aumentare. Sebbene riteniamo che siano in parte giustificati nel breve termine, non ci aspettiamo che persistano nel medio periodo.

Per quanto riguarda l’inflazione, il mercato rimane relativamente poco preoccupato per i rischi di aumento dei prezzi indotti dai dazi. Le prospettive di crescita negative probabilmente soffocheranno le preoccupazioni sull’impatto inflazionistico dei dazi nel breve periodo, anche se prima o poi potrebbero attirare l’attenzione degli investitori.

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Dove trovare opportunità sui mercati

I mercati obbligazionari hanno già reagito bruscamente al cambiamento delle prospettive. Tuttavia, consideriamo la debolezza dei Treasury statunitensi come un’opportunità di acquisto. Da un punto di vista cross-market, i Bund tedeschi rimangono il nostro candidato preferito per posizioni short.

Da tempo deteniamo una view positiva sulle società europee rispetto a quelle statunitensi, sulla base delle valutazioni relative. Tuttavia, i drastici movimenti di mercato delle ultime settimane e la forte sovraperformance degli emittenti europei ci inducono ad adottare una posizione più neutrale tra i due. Allo stesso modo, la recente debolezza delle obbligazioni high yield statunitensi le ha rese più interessanti dal punto di vista valutativo.

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