Confermata la crescita del PIL italiano allo 0,3% nel primo trimestre

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La seconda stima del PIL del primo trimestre, diffusa oggi dall’Istat, ha confermato una crescita dello 0,3% nel primo trimestre (0,7% sull’anno) e ha fornito il dettaglio delle componenti della domanda.

Dal lato dell’offerta, l’Istat ha confermato che il valore aggiunto è aumentato in modo sostanziale nella manifattura e nell’agricoltura, mentre è diminuito marginalmente nei servizi. La crescita acquisita del PIL per l’intero 2025 risulta al momento dello 0,5%.

Gli investimenti fissi lordi il principale motore della crescita

Il principale motore della crescita trimestrale è stata la domanda interna al netto delle scorte, guidata dagli investimenti fissi lordi (+0,3%) e aiutata dai consumi privati (+0,1%). È interessante notare che la variazione delle scorte è stata il principale freno, con un contributo negativo dello 0,3%.

Mentre la crescita dei consumi privati è stata in linea con le nostre previsioni, gli investimenti fissi lordi si sono rivelati più forti del previsto, con tutte le sottocomponenti a registrare una crescita positiva. Sottolineiamo il miglioramento della componente impianti macchinari, in corrispondenza del primo incremento trimestrale di valore aggiunto dopo diverse contrazioni consecutive.

Vale la pena menzionare anche la crescita di entrambe le sottocomponenti nell’ambito degli investimenti. Oltre a confermare la spinta in atto sulla componente infrastrutturale della spesa dei fondi del piano di ripresa e resilienza, si evidenzia anche una forte tenuta della componente residenziale, indipendentemente dalla fine dell’incentivo del superbonus.

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Le esportazioni nette, inizialmente segnalate come un freno in fase di stima preliminare, hanno aggiunto lo 0,1% alla crescita trimestrale, grazie a una spinta delle esportazioni, probabilmente legata all’accelerazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti in marzo, in previsione dell’introduzione di nuovi dazi prevista per aprile.

Una decelerazione della crescita appare molto probabile nel secondo trimestre

Come la maggior parte dei grandi Paesi dell’eurozona, l’Italia ha avuto un inizio relativamente forte nel 2025, marginalmente aiutato dalle esportazioni, con gli Stati Uniti che hanno anticipato le importazioni in previsione dei dazi. Riteniamo che una decelerazione sarà inevitabile, poiché l’effetto diretto combinato dell’aumento dei dazi e l’impatto indiretto sulla fiducia si ripercuoteranno sulle esportazioni e, probabilmente, sugli investimenti industriali.

 

Gli ultimi sviluppi della saga dei dazi, purtroppo, non contribuiscono ad alleviare l’incertezza. Un nuovo fattore giudiziario si aggiunge ora a uno scenario complicato, in cui la visibilità sullo stato dei negoziati tra USA e UE era già scarsa. Una nota più positiva è rappresentata dall’ultima serie di dati sulla fiducia che indicano un netto miglioramento sia tra i consumatori che tra le imprese del settore dei servizi: un buon auspicio per la domanda interna.

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Nel complesso, in un contesto di grande incertezza, continuiamo a ritenere che un rallentamento della crescita trimestrale del PIL si concretizzerà nel secondo trimestre e confermiamo la nostra previsione di base di una crescita media del PIL italiano dello 0,6% nel 2025.

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