Commento Ebury. Il Dollaro riconquista lo status di valuta rifugio dopo il bombardamento USA in Iran

Il Dollaro riconquista lo status di valuta rifugio dopo il bombardamento USA in Iran

La guerra Israele-Iran è destinata a dominare il mercato valutario dopo che gli Stati Uniti venerdì scorso hanno bombardato le principali strutture nucleari dell’Iran. I dati macroeconomici e persino la riunione della Federal Reserve sono passati in secondo piano, e i pochi “rialzisti” del dollaro rimasti devono essere stati rassicurati dal fatto che il biglietto verde sembra mantenere il suo status di valuta rifugio durante periodi di grave tensione geopolitica. Il dollaro è salito contro ogni principale valuta a livello mondiale. Le valute dei mercati emergenti non hanno avuto una settimana particolarmente negativa e i futures azionari hanno aperto domenica non troppo lontano dai livelli di inizio della settimana precedente, segno che si è trattato principalmente di un movimento del dollaro e che l’appetito per il rischio rimane relativamente resiliente di fronte al conflitto.

In circostanze normali, l’attenzione questa settimana si concentrerebbe sui PMI, in uscita lunedì per tutto il giorno nelle varie aree economiche. Tuttavia, i dati economici e le notizie di politica monetaria dovranno competere con le news dal Medio Oriente, specialmente qualsiasi potenziale ritorsione iraniana contro gli Stati Uniti. La reazione del prezzo del petrolio sarà fondamentale. Finora, è salito in modo significativo ma ordinato e a livelli gestibili dalle economie mondiali.

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GBP (Sterlina Britannica)

La serie di dati negativi dal Regno Unito, iniziata due settimane fa, è proseguita la scorsa settimana. L’inflazione è risultata più alta del previsto, mentre le vendite al dettaglio hanno registrato una drammatica contrazione del 2,7% per il mese, ben peggiore delle aspettative. Questa serie di dati si aggiunge all’atmosfera di stagflazione, arrivando sulla scia della peggiore perdita di posti di lavoro da maggio 2020. La Bank of England ha mantenuto i tassi invariati come previsto, ma il voto accomodante (tre dissenzienti volevano tagliare i tassi immediatamente) suggerisce la preoccupazione del Comitato di Politica Monetaria (MPC). La sterlina ha reagito negativamente alla notizia, prezzando una crescente probabilità di tagli dei tassi già alla prossima riunione di agosto.

EUR (Euro)

Non ci sono state molte notizie economiche o di politica monetaria dalla zona euro in grado di muovere il mercato. Inoltre, i dati continuano a essere confusi dagli effetti degli sforzi del primo trimestre per esportare beni negli Stati Uniti in vista dei dazi di Trump. Di conseguenza, la scorsa settimana l’euro ha scambiato esclusivamente in base a eventi esterni, in particolare la guerra Israele-Iran, e ha generalmente subito l’impennata del prezzo del petrolio e lo status dell’Europa di grande importatore di energia; gli Stati Uniti, al contrario, sono ora un esportatore netto di petrolio. Questo scenario sembra continuare anche nelle prime ore di scambi della settimana, con l’euro che ha aperto in ribasso ribasso e il petrolio in salita. Il PMI di lunedì è l’evento principale di questa settimana nella zona euro. Il dato ha oscillato intorno al livello di 50 che separa la contrazione dall’espansione, e gli economisti si aspettano un leggero aumento.

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USD (Dollaro Statunitense)

L’attenzione del mercato si è spostata dai dati macroeconomici e dalla politica monetaria, ma nonostante ciò la scorsa settimana è stata intensa su entrambi i fronti. I dati continuano a dipingere un quadro misto, con il mercato immobiliare che ha registrato performance particolarmente scarse, mentre altri indicatori continuano a reggere in qualche modo meglio. La Federal Reserve ha riconosciuto questa incertezza e, pur mantenendo i tassi invariati come universalmente previsto, ha adottato un tono forse leggermente più restrittivo di quanto fosse stato prezzato. Tuttavia, la recente debolezza dei dati sul mercato del lavoro sta spingendo alcuni responsabili politici a orientarsi verso un taglio anticipato. Non crediamo che nessuna di queste dicotomie verrà risolta finché non avremo almeno un altro dato su salari e inflazione.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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