Mediobanca conferma l’impegno ESG delle medie imprese italiane

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L’impegno ESG delle medie imprese italiane

Nel vasto panorama industriale italiano, sorprende constatare che oltre l’80,4% delle medie imprese ha intrapreso iniziative ESG, confermando un cambio di paradigma verso una maggiore sostenibilità e responsabilità sociale. Questo trend è guidato principalmente da requisiti normativi che influenzano il 66,9% delle aziende, mentre la reputazione aziendale e la visione imprenditoriale rivestono rispettivamente un ruolo per il 52,9% e il 47,7%.

Le azioni intraprese dalle aziende spaziano dalla riduzione dell’uso di fonti fossili alla promozione di fonti energetiche rinnovabili, fino all’implementazione di pratiche virtuose nella gestione dei rifiuti e nella formazione green per i dipendenti. Inoltre, è interessante notare che un afflusso di percorsi di sostenibilità è anche dettato dalla consapevolezza dei vantaggi economici come il risparmio sui costi operativi, avendo il 41% delle imprese riconosciuto il valore di questi investimenti per competitività e accesso al mercato dei capitali.

Il Rapporto realizzato da Mediobanca, in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, ha rivelato come la maggior parte di queste iniziative sia prevalentemente autofinanziata, con il 90,6% delle imprese che opta per risorse interne. Tuttavia, è significativo notare che un 18,4% dei progetti avviene tramite linee di credito a condizioni vantaggiose collegate a progetti sostenibili, mentre un 17,8% fa affidamento su finanziamenti pubblici. Il dato emerge in un contesto dove le difficoltà burocratiche si rivelano un ostacolo per il 33,8% delle medie imprese ancora non attive nelle strategie ESG, rivelando differenziali sostanziali nell’adozione e nell’implementazione delle politiche di sostenibilità.

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Strategie ESG adottate

Le medie imprese italiane stanno dimostrando un impegno significativo verso pratiche sostenibili, con indagini che rivelano le principali strategie già implementate. In cima alla lista, un notevole 67,3% delle aziende ha avviato piani volti alla riduzione del ricorso a fonti fossili e all’incremento dell’uso di energie alternative. Questa transizione è accompagnata da un 62% delle imprese che si è concentrato sulla gestione dei rifiuti e sul riciclo, due aspetti cruciali per migliorare l’efficienza produttiva e ridurre gli impatti ambientali. La messa in atto di programmi di formazione green per i dipendenti è stata adottata dal 43% delle aziende, segnalando la volontà di formare una forza lavoro consapevole e preparata per le sfide ecologiche future.

Rischi legati alla transizione energetica

Il percorso verso la transizione energetica presenta diverse sfide per le medie imprese italiane, in particolare con riferimento ai rischi connessi alla perdita di competitività in un contesto sempre più sostenibile. Circa un 33% di queste aziende si dichiara colpita in modo significativo da tali rischi, con una maggiore vulnerabilità tra le aziende esportatrici, di cui ben il 35% risente di questa esposizione, rispetto al 12,5% di quelle non esportatrici. Questa situazione è allarmante e richiede misure concrete per mitigare il rischio di transizione, che potrebbe compromettere la posizione sul mercato e la capacità di attrarre investimenti.

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Per affrontare questa problematica, un significativo 57% delle medie imprese ha adottato modalità operative volte ad aumentare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Inoltre, il 38,1% punta a ridurre i rifiuti, mentre il 26,5% si concentra sulla diminuzione delle emissioni di CO₂. Queste azioni non solo contribuiscono a soddisfare gli obblighi normativi, ma sono anche strategie cruciali per preservare e accrescere la competitività a lungo termine.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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