Rifiuti urbani, il servizio che funziona (quasi) ovunque: la fotografia del CNEL tra progressi e divari
Raccolta differenziata sopra il 66%, ma nei territori più fragili il costo del servizio pesa di più e rende meno. E la qualità, ora, passa anche dalla regolazione ARERA
La gestione dei rifiuti urbani è uno di quei servizi comunali che raccontano, meglio di molti altri, la distanza tra “dato nazionale” e vita quotidiana. Nella Relazione annuale 2025 del CNEL sui servizi pubblici il quadro complessivo è di miglioramento: la raccolta differenziata continua a crescere e si attesta intorno al 66,3% (dato CNEL), con performance regionali molto alte in alcune aree e segnali di recupero anche dove storicamente il servizio è più in affanno.
Il punto, però, è come si ottiene quel risultato e quanto costa. Il CNEL sottolinea che i divari territoriali non scompaiono: cambiano forma. In particolare emerge un paradosso che pesa sul consenso e sulla fiducia dei cittadini: in alcune aree del Mezzogiorno la spesa è più alta, ma la differenziata resta più bassa. Nel materiale di sintesi collegato alla Relazione si legge che, per la gestione dei rifiuti, il Sud spende circa il 37% in più del Nord-Ovest a fronte di una raccolta differenziata inferiore (circa 58,6% contro 70,2%). È un indicatore che non parla solo di efficienza: racconta anche carenze impiantistiche, organizzazione del servizio, evasione tariffaria e difficoltà operative nei grandi centri urbani. Qui il link al Bollettino ADAPT pubblicato da Il Sole 24 Ore.
A dare contesto ai numeri del CNEL è anche ISPRA: nel Rapporto Rifiuti Urbani 2024 (dati 2023) la raccolta differenziata nazionale arriva al 66,6%, con un Nord più avanti e un Sud in recupero ma ancora sotto media. In parallelo, ISPRA segnala che la produzione di rifiuti urbani nel 2023 è tornata a crescere lievemente (circa 29,3 milioni di tonnellate, +0,7% sul 2022), un dato che rende ancora più decisiva la qualità della raccolta e la capacità di trasformare la differenziata in vero riciclo.
La partita, oggi, non è soltanto “quanto differenziamo”, ma “quanto bene” eroghiamo il servizio. Qui entra in gioco la regolazione: ARERA ha già introdotto obblighi e standard omogenei con il TQRIF (qualità contrattuale e tecnica) e nel 2025 ha completato il tassello della qualità tecnica con la delibera sulla RQTR, aggiornando il quadro di regole che spinge i gestori verso performance misurabili (dalla puntualità dei servizi alle prestazioni ambientali). Se i numeri del CNEL dicono che il servizio migliora, la regolazione prova a evitare che il miglioramento resti “a macchia di leopardo”.
La Relazione CNEL lancia un messaggio pragmatico: il servizio rifiuti sta andando nella direzione giusta, ma la vera sfida è ridurre il costo dell’inefficienza dove pesa di più e trasformare la differenziata in un ciclo industriale solido, con impianti, controlli e qualità dei flussi. Perché, in questo settore, la distanza tra una città “pulita” e una città “in emergenza” spesso non si misura in slogan, ma in organizzazione, infrastrutture e governance.
Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it
Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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