“Natural Capital”: il nuovo orizzonte degli investimenti sostenibili secondo Funds-Europe.com e Gresham House

Redazione -

Un rapporto che ridefinisce il valore dell’ambiente come risorsa economica e opportunità d’investimento

Il concetto di natural capital, o capitale naturale, sta rapidamente guadagnando terreno nei dibattiti su sostenibilità e finanza. L’ultimo report pubblicato da Funds Europe, elaborato in collaborazione con il gestore di investimenti britannico Gresham House, mette in luce come le risorse naturali, dalle foreste ai terreni agricoli fino agli ecosistemi che forniscono servizi ambientali, possano essere viste non soltanto come patrimonio da preservare, ma come asset investibili con ritorni resilienti e correlazioni basse rispetto ai mercati tradizionali.

Nel cuore del rapporto emerge un messaggio chiaro: in un contesto di rischi climatici, perdita di biodiversità e volatilità economica, investire nel capitale naturale non è più una scelta moralmente orientata, ma un’opportunità strategica. Questo approccio punta a integrare nelle decisioni di investimento la valorizzazione dei servizi ecosistemici come la capacità di assorbire carbonio, la produttività agricola sostenibile e la conservazione della biodiversità, che tradizionalmente non trovano spazio nei bilanci finanziari ma hanno un valore enorme per l’economia reale.

Il report amplia la visione del capitale naturale identificando fonti di ritorni non correlate all’andamento dei mercati finanziari, con un focus su asset come forestry sostenibile, agricoltura produttiva e soluzioni basate sulla natura. Secondo gli autori, questi segmenti non solo possono offrire rendimenti competitivi, ma fungono anche da cuscinetto contro l’inflazione e le instabilità di mercato, diventando così strumenti essenziali nelle strategie di investimento a lungo termine.

Una delle evidenze più rilevanti del rapporto riguarda il crescente interesse degli investitori istituzionali verso questa asset class emergente. Fonti collegate alla ricerca indicano che circa il 73% degli asset owner nel Regno Unito considera gli investimenti in capitale naturale come parte integrante della propria strategia di sostenibilità, con allocazioni che potrebbero oscillare tra 3% e 5% dell’intero portafoglio nei prossimi anni. Questo trend riflette una consapevolezza crescente dei rischi associati alla perdita di natura e biodiversità, nonché delle potenzialità di rendimento di asset “green” ben strutturati.

Perché il capitale naturale è così importante oggi

Nella visione proposta dal rapporto, il capitale naturale non è un concetto astratto ma un elemento concreto dell’economia globale. Secondo la definizione economica di capitale naturale, esso comprende le risorse rinnovabili come suolo fertile, acqua, foreste e non rinnovabili che forniscono una serie di benefici vitali alla società: dall’impollinazione delle colture alla purificazione dell’acqua, fino alla regolazione del clima. Senza questi servizi, molte attività produttive perderebbero valore o diventerebbero economicamente insostenibili.

Il report pubblicato si inserisce in questo dibattito, mostrando come la finanza possa contribuire non solo a preservare il capitale naturale, ma anche a generare valore economico tangibile attraverso strumenti di investimento innovativi. La crescita della domanda da parte di investitori istituzionali, pension funds, assicurazioni ed endowment indica che il mercato del capitale naturale potrebbe diventare uno dei segmenti più dinamici della finanza sostenibile nei prossimi anni.

Ostacoli e prospettive future

Nonostante il potenziale, l’adozione di investimenti in capitale naturale affronta ancora alcune ostacoli. La standardizzazione delle metriche di misurazione dei benefici ambientali, la creazione di mercati trasparenti per i crediti di biodiversità, e la definizione di quadri regolatori chiari restano questioni aperte. Tuttavia, il rapporto evidenzia un percorso di crescita per gli investimenti basati sulla natura, sostenuto da normative più stringenti, interesse istituzionale e una maggiore consapevolezza dei rischi ambientali come driver di performance finanziaria.

In definitiva, il Gresham House Natural Capital Report presentato su Funds-Europe.com offre una fotografia di un settore in rapida evoluzione, in cui ecologia e finanza si intrecciano per creare nuove opportunità di valore. In un mondo sempre più attento alla sostenibilità e alla resilienza, il capitale naturale rappresenta non solo una frontiera di investimento, ma un nodo centrale nella transizione verso economie più verdi e stabili.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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