Pirelli, l’ira dei cinesi contro il governo. I vincoli e che cosa c’è dietro la golden power

Il governo interviene con il nuovo decreto sul golden power, introducendo limiti alla presenza del socio cinese nel vertice di Pirelli. In particolare, l’esecutivo ha stabilito che l’azionista Sinochem potrà nominare al massimo tre consiglieri nel consiglio di amministrazione. Di questi, due dovranno essere indipendenti e non potranno assumere incarichi di presidente o amministratore delegato. Le prescrizioni resteranno in vigore finché Marco Polo International Italy manterrà una partecipazione superiore al 9,99% nel gruppo della Bicocca.
Che cosa c’è dietro la golden power
Secondo gli analisti di Equita, le misure puntano a tutelare lo sviluppo tecnologico del Cyber Tyre, evitando possibili restrizioni sul mercato statunitense. Le normative introdotte durante l’amministrazione Donald Trump, infatti, limitano l’utilizzo di software e hardware prodotti da società con rilevanti partecipazioni cinesi. Gli esperti ritengono che i provvedimenti possano essere sufficienti a scongiurare tali rischi.
Più cauta la valutazione di Intermonte, secondo cui il decreto risolve le criticità legate alla governance interna, ma potrebbe non garantire pienamente il rispetto delle norme statunitensi, considerando che Sinochem resta un azionista con una quota significativa.
Gli analisti mantengono comunque fiducia in un esito positivo della vicenda, anche alla luce del rafforzamento della partecipazione di Camfin negli ultimi due anni. Per Equita, Camfin — salita recentemente al 26,2% — potrebbe continuare ad acquistare titoli fino al 29,9%. Sul fronte Sinochem, invece, se le nuove regole si dimostreranno adeguate a rispettare la normativa americana, non vi sarebbero pressioni immediate per ridurre la quota del 34,1%, anche se nel lungo periodo una dismissione parziale resta una possibilità.




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