I flussi illeciti di criptovalute toccano un nuovo record: 158 mld di dollari nel 2025. Cosa cambia nella normativa europea
Nonostante gli sforzi normativi e i controlli antiriciclaggio, il 2025 ha segnato una svolta preoccupante nella cronaca dei crimini finanziari legati alle criptovalute

Un nuovo rapporto di TRM Labs ha rilevato che nel 2025 i flussi di criptovalute verso wallet controllati da criminali hanno raggiunto il record di circa 158 miliardi di dollari, segnando un aumento del 145 % rispetto al 2024 e invertendo un trend di tre anni di diminuzione delle transazioni illecite. Il dato, che rappresenta circa l’1,2 % dei volumi totali di cripto-transazioni mondiali, sottolinea come il fenomeno sia ormai radicato e in parte legato a uso da parte di Stati canaglia, reti di evasione e furti su piattaforme centralizzate come l’hack all’exchange Bybit. Tra i motivi spicca anche l’uso massiccio di stablecoin per muovere valore rapidamente attraverso giurisdizioni diverse.
La stampa finanziaria internazionale: interpretazioni e reazioni
Nel commentare questi numeri, i principali quotidiani economici hanno offerto prospettive diverse ma convergenti sui rischi e sulle sfide regolatorie:
Financial Times ha evidenziato come la crescita dei flussi illeciti non sia tanto un fallimento intrinseco della tecnologia blockchain, quanto la prova che le criptovalute sono sempre più integrate nei mercati finanziari legittimi e quindi più sfruttabili per scopi illegali, compresa la fuga di capitali da sanzioni economiche e finanziamenti opachi.
Reuters ha messo in luce il ruolo crescente delle reti di riciclaggio e dei servizi “escrow” che facilitano il trasferimento di fondi criminali mantenendo livelli di anonimato elevati, rendendo più difficile per le forze dell’ordine seguire il percorso dei fondi.
Gli editorialisti economici tendono a sottolineare però che con la crescente adozione di criptovalute da parte di istituzioni finanziarie tradizionali, il volume dei fondi a rischio criminale può aumentare semplicemente per effetto di una base di utenti più ampia e non sempre per un incrementato tasso di “criminalità relativa”.
Questi commenti convergono sull’idea che criptovalute e innovazione finanziaria non possono essere disgiunte da un contesto regolatorio forte, pena l’escalation di rischi per la stabilità finanziaria e l’integrità dei mercati.
La normativa europea: time-rule, MiCA e misure contro il riciclaggio
Per cercare di arginare tali fenomeni, l’Unione Europea ha sviluppato negli ultimi anni un quadro legislativo antiriciclaggio e di supervisione dei mercati cripto sempre più strutturato e stringente, che si basa su tre pilastri principali.
Regolamento MiCA — Markets in Crypto-Assets (Regolamento UE 2023/1114)
Entrato in vigore il 30 dicembre 2024, il regolamento MiCA ha creato un quadro normativo uniforme per i crypto-asset e i prestatori di servizi cripto nell’UE, con obblighi di autorizzazione, trasparenza e governance per gli operatori e protezione dei consumatori. Questo include requisiti su interoperabilità e controllo delle attività per contrastare frodi e uso illecito.
Antiriciclaggio e il Travel Rule aggiornato
Parallelamente al MiCA, l’UE ha esteso il proprio regime anti-money laundering/counter financing of terrorism (AML/CFT) per coprire in modo più efficace anche le transazioni in cripto-asset, richiedendo ai prestatori di servizi di criptovalute (CASP) di verificare l’identità dei clienti (Know Your Customer, KYC) e segnalare transazioni sospette.
La cosiddetta Travel Rule impone di trasferire informazioni sull’origine e destinazione di fondi e crypto in ogni transazione. Queste regole sono state recepite anche in Italia con adeguamenti normativi come quello attuato dalla Banca d’Italia nel luglio 2025.
Pacchetto normativo antiriciclaggio più ampio
Il Consiglio dell’UE ha adottato un pacchetto di norme antiriciclaggio nel maggio 2024 che comprende un “single rulebook” per i controlli, una nuova Autorità antiriciclaggio europea (AMLA) e direttive sulle esigenze di cooperazione e trasparenza tra autorità nazionali. Questo pacchetto estende gli obblighi AML anche a settori tradizionali e ai fornitori di servizi cripto.
I limiti della normativa e le criticità aperte
Nonostante un quadro più rigoroso, gli analisti segnalano che le regole europee affrontano ostacoli ancora oggi.
Evasione delle regole: prima dell’entrata in vigore di MiCA e delle revisioni AML/CFT, alcune entità cercavano di operare senza autorizzazione o di sfruttare “forum shopping” tra Stati membri per eludere i controlli.
Coordinazione e enforcement: la piena efficacia delle norme dipende dalla capacità delle autorità nazionali di cooperare e condividere informazioni, soprattutto in un mercato cripto che è per sua natura globale e decentralizzato.
Differenze nell’implementazione: alcuni Stati membri come nel caso della Polonia hanno mostrato resistenze politiche nell’implementare pienamente misure come MiCA, ritardando l’uniformità del controllo.
Il record di $158 mld di flussi illeciti in 2025 riflette una realtà complessa: la tecnologia blockchain non è più un ambito di nicchia ma parte integrante dei mercati finanziari, e con essa aumentano sia le opportunità di utilizzo legale sia i rischi associati a riciclaggio, evasione di sanzioni e insetti criminali sofisticati.
La normativa europea con MiCA, l’AMLA, i requisiti AML/CFT e il Travel Rule rappresenta una delle risposte più sistematiche al livello internazionale per contrastare questi fenomeni, pur richiedendo ancora di migliorare coordinamento, enforcement e adattamento tecnico per affrontare un ecosistema cripto in continua evoluzione.

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