Costi dell’energia in Italia: settimana volatile e prezzi elevati per via del gas. Ma scopriamo il calcolo del PUN
Oscillazioni giornaliere, ma trend strutturale in salita sotto la spinta geopolitica
Negli ultimi giorni il mercato energetico italiano ha mostrato una forte volatilità, con prezzi che oscillano ma restano su livelli elevati rispetto agli standard recenti. Il riferimento principale è il PUN (Prezzo Unico Nazionale), che rappresenta il costo all’ingrosso dell’energia elettrica.
Grafico sintetico (ultima settimana disponibile)
Ecco una rappresentazione semplificata dell’andamento recente (€/kWh):
02/04 ████████████████████ 0,289
03/04 ██████████████████ 0,258
04/04 █████████████████ 0,247
05/04 ████████████████ 0,232
06/04 █████████████████ 0,241
07/04 ███████████████████ 0,264
08/04 ███████████████████ 0,264
Media settimanale: circa 0,256 €/kWh
Escursione: da 0,232 a 0,289 €/kWh (alta volatilità ~25%)
Come si calcola il PUN (Prezzo Unico Nazionale)
Il meccanismo che determina il prezzo dell’elettricità in Italia
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia. Non è fissato dall’alto, ma nasce ogni giorno dal funzionamento del mercato elettrico, gestito dal Gestore dei Mercati Energetici.
Il PUN si forma attraverso un’asta giornaliera (Mercato del Giorno Prima, MGP).
- i produttori (centrali elettriche) offrono energia indicando quantità e prezzo
- gli operatori (fornitori, trader) presentano la domanda
- il sistema abbina domanda e offerta partendo dai prezzi più bassi
Spesso si tratta di centrali a gas. Ecco perché il gas influenza fortemente il PUN.
Come si arriva al PUN nazionale
In Italia il mercato è diviso in zone geografiche (Nord, Sud, Sicilia, ecc.). Si calcola il prezzo per ogni zona, si tiene conto dei flussi di energia tra zone, si fa una media ponderata sui volumi scambiati. Risultato: il Prezzo Unico Nazionale (PUN). Il prezzo varia continuamente perché dipende da molti fattori: domanda di energia (stagione, meteo, orari) costo delle materie prime (gas, carbone), disponibilità di rinnovabili (sole, vento), situazione geopolitica
Tre elementi spiegano l’andamento.
Effetto energia globale
Le tensioni internazionali (in particolare Medio Oriente) stanno spingendo al rialzo gas e petrolio, con impatto diretto sui prezzi elettrici.
Volatilità strutturale
Il mercato mostra continui saliscendi: es. 3 giorni in rialzo, 3 in ribasso, segno di un sistema instabile e reattivo agli shock
Livelli comunque elevati
Anche nei giorni “più bassi”, i prezzi restano sopra 0,23 €/kWh, molto più alti rispetto alla media storica pre-crisi.
I commenti della stampa italiana
Il Sole 24 Ore
Sottolinea che siamo entrati in una nuova fase di “prezzi energetici sensibili agli shock geopolitici”, dove il problema non è solo il livello ma l’imprevedibilità. Focus: rischio inflazione e impatto su imprese
Corriere della Sera
Evidenzia come il caro energia stia tornando a essere una variabile politica, con effetti su bollette e consenso. Focus: famiglie e costo della vita
La Repubblica
Parla di un possibile ritorno a una “crisi energetica strisciante”, meno acuta del 2022 ma più persistente. Focus: durata del fenomeno
Milano Finanza
Analizza il lato mercati e ne sottolinea la volatilità elevata, la prudenza degli operatori e un’attenzione su futures e coperture. Focus: imprese e strategie finanziarie
Previsioni
Il dato più importante (che spesso si sottovaluta) è che il prezzo non sta solo salendo:
sta diventando instabile e difficile da prevedere. Questo è il vero problema per aziende energivore e industria in generale.
Secondo i dati attuali e il contesto è possibile ulteriore rialzo nel breve, comunque un’alta volatilità è destinata a restare con il conseguente rischio di trasferimento sui prezzi finali (inflazione), soprattutto se il gas continuerà a salire.






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