Manovra 2027, sì della Commissione Ue alla clausola: 14,4 miliardi per l’energia. Le date da segnare fino a dicembre
La Commissione europea ha dato parere positivo alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per sicurezza energetica e difesa, presentata l’11 settembre. Secondo Bruxelles l’attivazione non mette a rischio la sostenibilità dei conti pubblici nel medio periodo. La decisione passa ora al Consiglio Ue, che ha un mese di tempo per il via libera definitivo. È il primo tassello concreto della legge di Bilancio 2027, che entra nelle settimane decisive.

Quanto vale la clausola
La clausola consente all’Italia di spendere di più nel 2027 e nel 2028 entro un tetto complessivo dell’1,5% del Pil. Non si tratta di fondi europei, ma di spazio di bilancio concesso dalle regole Ue. Per la sicurezza energetica sono previsti circa 14,4 miliardi, con una cifra analoga per la difesa, la cui quota è stata ridimensionata dal ministro Giancarlo Giorgetti. La parte sull’energia potrebbe finanziare sostegni a famiglie e imprese, il trasporto degli studenti, le rinnovabili e un nuovo energy release.
Il sì arriva con un avvertimento. Il commissario Valdis Dombrovskis ha ricordato che le regole già prevedono strumenti contro l’inflazione e ha chiesto prudenza, mentre i Paesi frugali, guidati dai Paesi Bassi, temono che ogni emergenza diventi un precedente.
I numeri da cui parte la manovra
Il Documento programmatico di finanza pubblica approvato il 2 ottobre rivede la crescita del Pil all’1% nel 2026 e allo 0,8% nel 2027. Il deficit 2027 è indicato al 3,4%, ma al netto della spesa aggiuntiva per energia e difesa resterebbe sotto il 3%. Il debito salirebbe al 138,6% del Pil, prima di iniziare a scendere dal 2028. I margini ordinari per nuove misure sono quindi molto stretti.
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Le date da segnare
Il 13 ottobre il Parlamento vota lo scostamento di bilancio, che richiede la maggioranza assoluta. Entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio, con lo schema delle misure, va inviato alla Commissione europea. Intorno al 20 ottobre il disegno di legge di Bilancio è atteso in Consiglio dei ministri e poi alle Camere, anche se la data può slittare. Il 21 ottobre Eurostat notificherà i dati sul deficit italiano, decisivi per l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo.
A novembre seguiranno l’Ecofin del 9, le previsioni economiche Ue del 17 e il parere della Commissione sul documento italiano, atteso per il 24. La legge deve essere approvata entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio.
Cosa può entrare nel testo
Tra le misure più probabili c’è il taglio dell’Irpef per il ceto medio, mentre una voce già obbligata è la rivalutazione delle pensioni, che con l’inflazione in salita costa quasi 15 miliardi. Restano sul tavolo le richieste dei partiti, dalla flat tax sugli aumenti per i giovani alla pensione a 64 anni, fino alla detassazione delle tredicesime.
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