Taglio Irpef 2027, aliquota al 33% fino a 60mila euro: quanto si guadagna in busta paga
Il cantiere della legge di bilancio entra nella fase decisiva e il capitolo fiscale più atteso riguarda il ceto medio. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri al Documento programmatico di finanza pubblica, arrivato il 2 ottobre, l’ipotesi su cui lavora il governo è l’allargamento del secondo scaglione Irpef: l’aliquota del 33%, oggi limitata ai redditi tra 28mila e 50mila euro, verrebbe estesa fino a 60mila euro. Per chi supera quella soglia il risparmio può arrivare a mille euro l’anno.

Come funziona oggi l’imposta sul reddito
Con la manovra dello scorso anno la seconda aliquota è scesa dal 35% al 33%. La struttura in vigore nel 2026 prevede il 23% fino a 28mila euro di imponibile, il 33% sulla parte compresa tra 28mila e 50mila euro e il 43% su quanto eccede i 50mila. Un contribuente che dichiara 55mila euro versa quindi il prelievo più alto sugli ultimi 5mila euro. È proprio la fascia tra 50mila e 60mila euro quella che l’intervento allo studio punta ad alleggerire.
Quanto si risparmia con il nuovo scaglione
Il conto è semplice, perché il vantaggio corrisponde ai dieci punti di differenza tra le due aliquote applicati alla sola porzione di reddito che rientra nella nuova fascia. Sotto i 50mila euro non cambierebbe nulla. Con un imponibile di 52mila euro l’imposta lorda calerebbe di 200 euro all’anno, a 55mila euro lo sconto salirebbe a 500 euro, mentre da 60mila euro in su si raggiungerebbe il tetto di mille euro. Diviso per dodici, il beneficio massimo vale poco più di 80 euro al mese.
Il riferimento è al reddito imponibile, cioè al netto dei contributi previdenziali: per un lavoratore dipendente la retribuzione lorda corrispondente è quindi più alta delle soglie indicate. Le stesse regole valgono per i pensionati, che vedrebbero l’effetto attraverso le trattenute applicate dall’Inps sul cedolino.
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Il nodo delle coperture
Il Dpfp disegna una manovra sostanzialmente neutrale: ogni nuova spesa o minore entrata dovrà essere compensata da tagli o da maggiori incassi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di un contesto particolarmente complesso e ha confermato che l’attenzione sarà rivolta ai redditi medi. Sul costo dell’operazione circolano stime diverse, comunque nell’ordine di qualche miliardo l’anno, e tra le opzioni c’è anche quella di una misura valida per il solo 2027. Sullo sfondo pesa il drenaggio fiscale provocato dall’inflazione, che riduce il valore reale degli aumenti di stipendi e assegni.
I prossimi passaggi
Entro il 15 ottobre l’esecutivo deve trasmettere alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio, mentre il disegno di legge va presentato alle Camere entro il 20 ottobre. Solo con il testo ufficiale si conosceranno soglie definitive, decorrenza ed eventuali correttivi per i contribuenti più ricchi. Sul tavolo restano anche altri capitoli, dalla tredicesima alle pensioni, che avevamo analizzato raccontando le ipotesi allo studio per la manovra 2027. Fino ad allora, i numeri sul risparmio vanno letti come una simulazione basata sulla proposta che circola in queste settimane.
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