GAM: Rimaniamo positivi sul debito Emergente

Mike Biggs -

Il contesto macroeconomico è al momento molto promettente per l’Eurozona. La crescita del credito è in aumento – e l’impulso creditizio è quindi positivo – ma rimane inferiore al PIL nominale, quindi il rapporto debito/PIL sta diminuendo.

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Questa combinazione è molto favorevole per la crescita e ci aspettiamo che questa si attesti intorno allo 0,6% (rispetto al precedente trimestre) nel Q1. La crescita tendenziale per l’Eurozona è pari all’1,5% circa, mentre il dato del PIL è intorno al 2,5%. Tuttavia, anche se le richieste di nuovi prestiti continuano ad aumentare, queste hanno raggiunto un livello piuttosto alto – e quindi mantenere il momentum diventa sempre più difficile. L’impulso del credito indica quindi un leggero rallentamento della crescita. Il dato dell’indice PMI, allo stesso modo, è estremamente alto e sarà difficile da sostenere, anche se una flessione in questi valori non dovrebbe essere un problema particolarmente grave sulle prospettive di crescita.

Nel corso del 2017 le sorprese economiche sono state positive per l’Europa e negative per gli Stati Uniti, e hanno contribuito in maniera significativa al rafforzamento dell’euro. Tuttavia, visto l’aumentare delle persone con un posizionamento bullish sull’Europa, i margini per soprese positive si sono ridotti e stiamo attualmente assistendo a un’inversione del trend dello scorso anno. Ci aspettiamo quindi che l’euro si mantenga stabile o vada a indebolirsi leggermente. L’inflazione core si sta muovendo trasversalmente, come evidenziato dal dato di questa settimana (1,0%), mentre l’inflazione complessiva è leggermente calata nel mese di febbraio fino all’1,2% – il minimo da dicembre 2016. L’inflazione appare buona e le prospettive di crescita sono in lieve diminuzione, quindi sembra probabile che la BCE possa infine annunciare una data per il suo primo aumento dei tassi di interesse.

Per quanto riguarda la Cina i dati delle ultime settimane sono ridotti come conseguenza dei festeggiamenti per il nuovo anno lunare, al punto che alcuni indicatori chiave non vengono aggiornati da dicembre. Il primo dato significativo che è stato diffuso è il PMI, che in questo periodo è in calo e si attesta a 50,3 nel mese di febbraio, il valore più basso degli ultimi 19 mesi. Anche la crescita del credito sta rallentando come programmato e ci aspettiamo quindi una diminuzione della crescita economica. Adotteremo tuttavia una posizione più cauta qualora dovessimo vedere segnali di un rallentamento più brusco.

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Rimaniamo bullish sui mercati emergenti (Cina esclusa), dove stiamo assistendo a una ripresa particolarmente forte del PIL in Brasile. La crescita del credito, per quanto si mantenga negativa, è ora in aumento, segnale di un passaggio in positivo dell’impulso creditizio. Questo ha portato a una sostanziale revisione al rialzo delle aspettative sul PIL. A metà del 2017 i partecipanti del mercato si aspettavano un’espansione dell’economia modesta, pari a circa lo 0,5%. A fine anno questo dato era già salito fino all’1% e le previsioni mensili per il PIL raggiungono ora il 4% sui dodici mesi. Per queste ragioni stiamo ora assistendo a una sostanziale revisione al rialzo in tutta l’asset class. Dal punto di vista fiscale il Brasile rimane problematico e la riforma pensionistica – assolutamente necessaria – sta soffrendo alcuni ritardi. La crescita solida dovrebbe tuttavia favorire sorprese positive nel gettito fiscale. La bilancia delle partite correnti è quasi in equilibrio, anche questo un dato positivo per la crescita. Ci aspettiamo quindi degli upside marginali per il dollaro, che garantiranno ulteriori utili rispetto ai già robusti rendimenti dell’obbligazionario locale.


Mike Biggs – Investment manager della strategia Local Emerging Market Fixed Income – GAM

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