Nessuna accelerazione (per ora) sul fronte dei salari

Olivier De Berranger -

Mercoledì scorso la Federal Reserve Americana (Fed) ha lasciato i tassi invariati, come era stato del resto anticipato. I membri del FOMC si sono soprattutto adoperati per confermare l’avvicinamento effettivo dell’inflazione all’obiettivo «simmetrico» del 2% lasciando ipotizzare un nuovo rialzo dei tassi a giugno.

L'impresa potenziata - evento Datamoney 25 novembre 2026, iscriviti, ingresso gratuito + 2 biglietti concerto in regalo

Ma questi non erano gli argomenti al centro delle discussioni che si sono focalizzate invece sull’abbinamento della parola «simmetrico» all’obiettivo di inflazione. In attesa della pubblicazione del verbale di questa riunione o di dichiarazioni ufficiali possiamo considerare che, dopo aver avviato la normalizzazione monetaria con un’inflazione che rimane ancora leggermente inferiore al 2%, la Fed voglia indicare che non intende accelerare il ritmo della stretta se l’inflazione continuerà ad attestarsi leggermente al di sopra del 2% per alcuni mesi.

I membri del FOMC hanno del resto sottolineato che, a prescindere dall’avvicinamento dell’inflazione al target del 2%, le tensioni salariali rimangono contenute. Va detto che alcune indagini possono nondimeno aggiungere qualche sfumatura a questa affermazione. L’ultima ricerca dell’Institute for Supply Management (ISM) cita, ad esempio, il costo del lavoro alla stregua di uno degli elementi che contribuiscono all’aumento dei prezzi pagati. Le piccole aziende, interrogate dalla Federazione Americana dei Lavoratori Autonomi, la NFBI, registrano anch’esse alcune tensioni salariali più nette. Queste due interpretazioni piuttosto ambivalenti rafforzano l’interesse per i dati sull’occupazione pubblicati venerdì dal BLS, l’Istituto di Statistiche americano per l’occupazione.

I nuovi posti di lavoro, invece, sono 164.000, contro i 193.000 attesi, e una revisione tuttavia al rialzo di +32.000 rispetto alle statistiche del mese precedente. Sono rigorosamente allineati rispetto alle previsioni. Il dato più analizzato è quello dell’aumento dei salari: con un +0,1% rispetto a un +0,2% atteso (+2,6% a un anno contro +2,7%), sono cresciuti meno di quanto anticipato. E, soprattutto, non si rilevano per ora segnali di una forte accelerazione. Del resto, il dato del mese precedente è stato rivisto al ribasso a +0,2%.
Varie sono le spiegazioni ipotizzabili, tra cui, un aumento dei redditi delle famiglie legato alla riforma fiscale e concentrato all’inizio dell’anno, che limita la volontà di incrementare i salari. Tra le altre ragioni osserviamo un aumento degli organici nelle aziende, come dimostrano varie indagini delle Fed regionali e la flessione dei tassi di sottoccupazione e di disoccupazione. Al 3,9% contro il 4,1% il mese precedente, si è toccato un minimo storico dalla fine del 2000.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza
Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

Se l’assenza di brutte sorprese è sempre una buona cosa per i mercati, pensiamo tuttavia che un aumento più consistente dei salari si materializzerà nelle statistiche ufficiali, e tra l’altro in quelle del BLS, il cui report mensile sull’occupazione americana è sempre seguito con grande attenzione dagli investitori. Non vi sono dubbi che lo sarà ancor di più nei prossimi mesi.


Olivier De Berranger – Chief Investment Officer – La Financière de l’Echiquier

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Rivalutazione pensioni 2027, emendamenti entro il 17 novembre: cosa può cambiare sopra i 2.447 euro
di Caterina Chiarelli • 5 nov
#2
LMF PREVIDENZA
Pensioni, pagamenti dal 1° dicembre: scattano aumenti e bonus da 154,94 euro. Perché il cedolino è più alto e beneficiari
di Carolina Bergamaschi • 6 nov
#3
LMF PREVIDENZA
Pensione di dicembre 2026, come sarà il cedolino: niente arretrati, stop alle addizionali e le voci che cambiano il netto
di Caterina Chiarelli • 6 nov
#4
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, a gennaio aumenti intorno al 3% e non al 5,4%: quanto salgono gli assegni fascia per fascia
di Caterina Chiarelli • 5 nov
#5
NEWS
Carta dedicata a te 2026, i 500 euro non risultano sulla carta: cosa controllare e a chi rivolgersi
di Caterina Chiarelli • 6 nov
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch