UK, il voto di fiducia a May non cambia le carte in tavola su Brexit

Richard Buxton -

Si fosse tenuto 10 giorni fa, il voto di sfiducia e la vittoria di Theresa May avrebbero potuto rafforzare a tal punto l’autorità del Primo Ministro britannico tanto da permetterle di far passare l’accordo su Brexit, invece saltato.

Avrebbe anche potuto glissare sulla necessità di annunciare che non intende guidare il partito Conservatore alle prossime elezioni generali, assumendo che queste si terranno dopo marzo 2019. Ora tuttavia, la sua situazione è talmente alle strette che non penso che l’aver ottenuto un voto di fiducia a questo punto le sia molto di aiuto: nell’arco di 24 ore con grande probabilità questo risultato non sarà molto più che una notizia ormai superata, che non sarà di grande supporto nel modificare le tattiche di negoziazione dell’UE.

Questo esito potrebbe forse permettere a May di rimandare il voto sull’accordo in Parlamento ulteriormente, consentendole di capitalizzare sui timori legati a un’uscita senza accordo dall’UE a un livello tale che un numero sufficiente di “ribelli” potrebbe decidere di seguire la sua linea. Nel frattempo, May ha necessità di assicurarsi una concessione sul confine irlandese da parte dell’UE: se dovesse riuscirci, potremmo aspettarci di vedere un numero significativo di “ribelli” abbracciare le sue posizioni.

Detto ciò, la riconferma di May alla guida del Partito Conservatore per almeno altri 12 mesi riduce la probabilità che il Primo Ministro decida di considerare alternative all’accordo proposto, come il cosiddetto approccio “Norway-plus”, che vedrebbe il Regno Unito restare all’interno dell’Area Europea di Libero Scambio. Dal punto di vista dei mercati finanziari, tale scenario sarebbe preferibile rispetto a quanto prospettato dall’accordo attualmente sul banco, tuttavia risulterebbe profondamente sgradito ai “Brexiteer” più radicali, gli stessi che hanno richiesto il voto di sfiducia. Di conseguenza, è necessario scegliere con attenzione in che cosa sperare a questo punto.

In veste di investitore sull’azionario britannico, ritengo che siamo ora entrati nel reparto “offerte speciali” dei titoli focalizzati sull’economia domestica. Con una serie di azioni che hanno perso fino al 40% rispetto al loro picco nell’ultimo anno, ci sono alcune opportunità straordinarie da cogliere. Adesso più che mai è quindi importante capire quando sia il momento giusto per premere il pulsante “acquista”.


Richard Buxton – CEO e gestore del fondo Merian UK Alpha – Merian Global Investors