Oxford Economics mette in guardia l’Europa sullo shock alimentare globale in arrivo

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Il monito di Oxford Economics è particolarmente interessante perché suggerisce che l’Eurozona potrebbe essere più vulnerabile di Stati Uniti, Canada, Giappone e degli altri Paesi del G7 a uno shock alimentare globale provocato da eventi climatici estremi.

Secondo l’analisi, un’ondata simultanea di siccità, alluvioni, incendi e temperature record nelle principali aree agricole mondiali potrebbe ridurre significativamente la produzione di cereali, oli vegetali, zucchero e altri prodotti agricoli, generando una nuova impennata dei prezzi alimentari. In questo scenario, l’impatto sull’inflazione sarebbe più forte nell’Eurozona che nelle altre economie avanzate.

Perché l’Europa rischia di più

Innanzitutto, il cibo pesa maggiormente nel paniere dei consumi europei rispetto agli Stati Uniti. Quando aumentano i prezzi di pane, pasta, latte, carne o ortaggi, l’effetto sull’indice generale dei prezzi tende quindi a essere più marcato.

In secondo luogo, molti Paesi europei sono grandi importatori netti di alcune materie prime agricole e mangimi. Una riduzione dell’offerta globale si trasmetterebbe rapidamente ai prezzi al consumo attraverso tutta la filiera agroalimentare.

Esiste poi un fattore energetico. L’agricoltura moderna dipende fortemente da fertilizzanti, trasporto refrigerato, logistica e trasformazione industriale. Se eventi climatici estremi colpiscono contemporaneamente produzione agricola ed energia, gli effetti inflazionistici tendono a sommarsi.

La “climateflation”

Gli economisti parlano sempre più spesso di climateflation, un termine utilizzato per descrivere l’inflazione generata dai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni numerosi studi della Banca Centrale Europea hanno evidenziato come siccità, alluvioni e ondate di calore stiano diventando fattori strutturali di pressione sui prezzi alimentari.

Per l’Europa il tema è particolarmente sensibile. Secondo i dati della Commissione Europea, il continente si sta riscaldando a una velocità superiore alla media globale e il bacino del Mediterraneo viene considerato uno degli hotspot climatici mondiali. Ciò significa che Paesi come Italia, Spagna e Grecia rischiano di subire contemporaneamente danni alla produzione agricola domestica e rincari delle importazioni.

Diversi quotidiani finanziari europei hanno collegato questo rischio a una trasformazione più ampia dell’economia. Il Financial Times ha osservato che il cambiamento climatico potrebbe rendere più frequenti shock inflazionistici non legati alla domanda o alla politica monetaria, ma direttamente alla disponibilità fisica delle risorse agricole ed energetiche. Analogamente, Handelsblatt e Les Echos hanno più volte evidenziato come la sicurezza alimentare stia tornando al centro delle strategie economiche europee.

Il cambiamento climatico fattore di instabilità economica

L’aspetto più rilevante è che questo tipo di inflazione è particolarmente difficile da combattere. Se i prezzi salgono perché manca il grano o perché un’ondata di siccità riduce i raccolti, l’aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali ha effetti limitati. Per questo molti economisti ritengono che il cambiamento climatico possa diventare uno dei principali fattori di instabilità economica del prossimo decennio, insieme a geopolitica, energia e intelligenza artificiale.

In sintesi, il messaggio di Oxford Economics è che un eventuale shock alimentare globale non colpirebbe tutti allo stesso modo: l’Eurozona, per struttura dei consumi, dipendenza dalle importazioni e vulnerabilità climatica, rischierebbe un’accelerazione dei prezzi più intensa rispetto alla maggior parte delle altre economie del G7.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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