Italia, con le rinnovabili 17 miliardi di risparmio l’anno sulla spesa energetica

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Sbloccare lo sviluppo delle energie rinnovabili potrebbe garantire all’Italia un risparmio annuo sulla spesa energetica pari a 17 miliardi di euro e la creazione di oltre 60mila nuovi posti di lavoro. È quanto emerge dallo studio “Rinnovabili e competitività: scenari, impatti e priorità per l’Italia”, secondo cui il recupero del gap attuale di 29 GW attiverebbe quasi 42 miliardi di euro di prodotto interno lordo.

Il report, commissionato da oltre 50 aziende energetiche di matrice spagnola riunite nel Gruppo di lavoro Energia della Camera di Commercio di Spagna in Italia e coordinato da Valerio Faccenda, è stato presentato l’11 giugno a Roma, a Palazzo Montorio.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Legame tra politiche climatiche e competitività industriale

L’analisi, realizzata da TEHA Group e illustrata da Lorenzo Tavazzi, evidenzia il legame tra politiche climatiche e competitività industriale in un contesto ancora critico per il Paese. Nel 2024, infatti, l’Italia ha importato il 73,9% del proprio fabbisogno energetico, mentre il gas continua a determinare il prezzo dell’elettricità per il 63% delle ore.

Nonostante una significativa accelerazione delle fonti rinnovabili — con una capacità installata passata da 1,7 GW nel periodo 2019-2022 a 7,2 GW nel 2025 — il sistema resta indietro rispetto agli obiettivi. Al 2030 si prevede infatti il raggiungimento di 101,9 GW, circa 29 GW in meno rispetto ai target fissati dal PNIEC.

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Transizione energetica

In uno scenario segnato da crisi multiple e forte incertezza, la transizione energetica può rappresentare un volano per lo sviluppo economico nazionale, non solo sul piano ambientale ma anche industriale. Tuttavia, sottolinea lo studio, è necessario intervenire con urgenza sui principali ostacoli.

I tempi autorizzativi superano già oggi i limiti europei — 32 mesi per l’eolico e 12 mesi per il fotovoltaico — mentre, senza adeguati investimenti nella rete e nella flessibilità del sistema, le ore di congestione potrebbero aumentare del 77% entro il 2030.

Due le priorità individuate: introdurre un meccanismo straordinario di fast-track per gli impianti rinnovabili e sviluppare una rete elettrica “anticipatoria”, accompagnata da connessioni rapide per i progetti già pronti.

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