Contratti e contenzioso civile. Cinque indicazioni meritano attenzione


— di Luciano Castelli Studio LCA —
Negli ultimi mesi la Cassazione ha dato segnali molto concreti per chi si occupa di contratti e contenzioso civile.
Cinque indicazioni meritano attenzione
𝐀𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚𝐭𝐨. Se l’opera si interrompe prima del compimento, non si applicano automaticamente le garanzie degli artt. 1667–1669 cod. civ.: il tema torna sull’inadempimento contrattuale, con eventuale responsabilità extracontrattuale concorrente (Cass., 23 marzo 2026, n. 6928).
𝐑𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐛𝐥𝐢𝐨. Il danno non patrimoniale può essere provato anche per presunzioni: contano visibilità del contenuto, gravità delle informazioni e contesto personale o professionale (Cass., 18 marzo 2026, n. 6433).
𝐆𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐞. La garanzia autonoma resta distinta dalla fideiussione e non si riconduce allo schema dell’art. 1333 cod. civ. senza incarico o consenso del debitore principale (Cass., 21 gennaio 2026, n. 1292).
Gli 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 vanno chiesti espressamente come autonoma voce di danno; il danno futuro richiede allegazioni e fatti concreti che rendano “probabile” il pregiudizio secondo normalità (Cass., 16 gennaio 2026, n. 888; Cass., 9 dicembre 2025, n. 31986).
𝐏𝐫𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢. Il pagamento anticipato dell’intero prezzo non equivale a caparra confirmatoria. Se il definitivo non si conclude per inadempimento del promissario acquirente, la risoluzione del preliminare può comportare anche l’obbligo di restituire l’immobile e corrispondere i frutti civili della detenzione, pari al valore locativo (Cass., 30 ottobre 2025, n. 28700; Cass., 24 ottobre 2025, n. 28229).




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