Le ricette fiscali per rilanciare la previdenza complementare

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Come rilanciare le adesioni ai fondi pensione?  Tra i diversi profili di attenzione vi è quello fiscale con diverse proposte di restilyng per accrescere i già consistenti benefici attualmente previsti (giova ricordare che il risparmio previdenziale è la espressione di saving che gode delle agevolazioni più consistenti).

In premessa va ricordato però come considerando un parallelo europeo, va evidenziato come i fondi pensione italiani sono però meno vantaggiosi rispetto al resto d’Europa; mentre infatti in Italia lo schema fiscale applicato è del tipo ETT (Esenzione contribuzione-Tassazione rendimenti- Tassazione prestazioni), nella maggior parte dell’area euro lo schema è invece del tipo EET con la esenzione in fase di accumulo. Attualmente sul risultato netto della gestione delle forme pensionistiche complementari grava un’imposta sostitutiva prelevata annualmente con aliquota del 20 per cento, a seguito dell’aumento (dall’11 per cento) disposto dalla legge di stabilità 2015.

Quali sono le ipotesi di cui si discute ? In sede di contribuzione la Covip per esempio suggerisce, come misura pro giovani di valorizzare schemi di incentivazione fiscale che prevedano la possibilità di riportare ad anni di imposta successivi i benefici che non si sono utilizzati in una fase di incapienza fiscale.

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Si risponderebbe così all’esigenza di aumentare il grado di inclusione previdenziale tra quanti sono esposti ad un rischio maggiore di povertà nella fase terminale della vita lavorativa. L’Ania propone poi di prevedereun ampliamento del plafond di deducibilità, ai fini dell’IRPEF, dei contributi versati dall’iscritto nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico (cioè a dire quelli per i quali il contribuente ha diritto alla detrazione per i carichi di famiglia). Se ne avvantaggerebbe principalmente la popolazione under 35 perché la proposta agevola le posizioni pensionistiche integrative costituite e alimentate dai genitori per i figli (o dai nonni per i nipoti).

La attenzione si rivolge poi alla fase di accumulazione.  Sempre l ’Ania  propone è di azzerare l’onere fiscale sopportato dalle forme pensionistiche complementari nella fase dell’investimento delle risorse per i giovani di età inferiore ai 35 anni.

Di particolare rilievo è poi rappresentato dalla modalità di tassazione dei rendimenti che, a differenza di quanto avviene per i fondi comuni (tassati per cassa) i fondi pensione sono infatti tassati per maturazione.

I sindacati auspicano che si applichi anche al risparmio previdenziale  il criterio del realizzo e non quello della maturazione in capo ai partecipanti alla forma pensionistica complementare.

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