Le possibili novità previdenziali per donne e giovani

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Prosegue il percorso di concertazione in materia previdenziale con l’obiettivo di delineare un nuovo intervento di riordino che si propone di essere strutturale. Il 13 febbraio si è infatti tenuto un nuovo incontro tra Ministero del Lavoro e sindacati con oggetto tematico rappresentato dalla pensione delle donne e i profili previdenziali dei giovani. Va ricordato come gli altri argomenti in discussione sono rappresentati dalla flessibilità in uscita, dalla separazione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale e dal rilancio della previdenza complementare con riferimento alla quale la ipotesi più accreditata è quella di prevedere una nuova campagna di silenzio assenso. Possibile anche la previsione di un restyling dei benefici fiscali con particolare attenzione alla deducibilità dei contributi con specifico riferimento ai familiari a carico e alla tassazione dei rendimenti ricordando come l’Italia è uno dei pochi Paesi europei in cui le performance dei fondi pensione sono assoggettate a prelievo fiscale.

Quali sono le principali evidenze dell’incontro tra Governo e sindacati? E’ stata manifestato il proposito del Governo di rivedere opzione donna. Sono in corso valutazioni sia sulla possibilità di ripristinare la versione in vigore lo scorso anno che di rivedere in senso migliorativo il canale che è stato introdotto nella recente Legge di Bilancio. Si intende poi estendere anche al metodo misto la agevolazione prevista nel contributivo puro di una riduzione di 4 mesi dei requisiti di pensionamento per le donne per ogni figlio con un massimo di 12 mesi

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Per quel che riguarda i giovani l’intento è quello di introdurre nel metodo di calcolo contributivo un “minimo comune denominatore” pensionabile per fronteggiare la discontinuità dei percorsi lavorativi che caratterizzano i Millennials. Si vorrebbe poi rivedere , o eliminandolo o riducendolo, il vincolo minimo di 1,5 volte l’assegno sociale per accedere alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo che rappresenta una sensibile penalizzazione per le giovani generazioni.

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