L’Ivass pubblica indagine di mercato su polizza vita ESG

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L’Ivass ha pubblicato una interessante analisi sulle polizze vita con caratteristiche ESG.   L’indagine ha coinvolto 18 compagnie di assicurazione, da cui sono state acquisite una serie di informazioni quali-quantitative legate al tema della sostenibilità, che hanno consentito di ottenere una interessante fotografia di come il mercato italiano si sta muovendo nell’offerta di prodotti “sostenibili”, consentendo altresì di far emergere alcuni aspetti meritevoli di approfondimento.

È emerso in particolare che l’offerta di prodotti sostenibili nel mercato italiano è piuttosto ampia e riguarda principalmente prodotti cd. multiramo che rappresentano il 45% del campione, seguite dalle unit linked, 29%, e dalle polizze rivalutabili, 25%.

Non risultano polizze nuove, create ad hoc, ma piuttosto inserimenti di asset ESG tra gli investimenti sottostanti alle polizze già in commercio; in alcuni casi le imprese hanno dichiarato espressamente che si tratta di un restyling. Il 92% delle polizze segnalate sono classificate “light green”, ovvero polizze che “promuovono, tra le altre, caratteristiche ambientali o sociali nelle politiche di investimento”.

L’asset allocation degli investimenti è basata principalmente su fondi esterni (OICR), e che, in generale, le compagnie hanno integrato le tematiche legate alla sostenibilità all’interno delle policies in materia di Governo e Controllo dei prodotti assicurativi – Product Oversight Governance (POG) – e nelle proprie politiche distributive.

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L’indagine mirava poi anche ad intercettare possibili ipotesi del c.d. greenwashing. In ambito assicurativo, il greenwashing può essere definito come una pratica in cui le affermazioni, le dichiarazioni, le azioni o le comunicazioni relative alla sostenibilità non riflettono in modo chiaro ed equo il profilo di sostenibilità sottostante un’entità, una polizza o un servizio finanziario. Questa pratica può essere fuorviante per i consumatori, gli investitori o altri partecipanti al mercato.

Anche le politiche distributive e di offerta risultano sostanzialmente in linea con il nuovo quadro normativo; sono state inoltre somministrate attività formative in favore dei distributori. Per cinque compagnie, l’adeguamento era ancora in corso. Le compagnie che distribuiscono tramite canale tradizionale hanno fornito alla propria rete di vendita indicazioni, in linea di massima ben strutturate e complete, sulle novità normative in ambito di sostenibilità e sui conseguenti interventi di adeguamento dei propri sistemi e processi inerenti l’attività di consulenza e vendita.

Quando la distribuzione è affidata a intermediari bancari , le istruzioni sono fornite direttamente dal distributore bancario alla propria rete commerciale, seppure nell’ambito degli accordi distributivi in essere tra la Banca e la Compagnia. Le compagnie forniscono al distributore le informazioni in merito al target market della polizza, anche con riferimento alle esigenze di sostenibilità dei clienti. Tuttavia in alcuni casi, i questionari adottati dalle banche distributrici non consentono di rilevare le preferenze di sostenibilità dei clienti.

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