“Comparative Claims” dell’Unione Italiana Food: regole generali… ma anche timori per i dazi di Trump
Comparative Claims dell’Unione Italiana Food
Indicazioni comparative – Unione Italiana Food
L’Unione Italiana Food sottolinea che le dichiarazioni comparative devono promuovere una concorrenza leale all’interno del mercato libero, garantire condizioni paritarie per tutti i concorrenti europei e incentivare l’innovazione e la riformulazione dei prodotti per rispondere alle esigenze in evoluzione dei consumatori.
Linee Guida per Settore
L’Unione Italiana Food ha elaborato linee guida specifiche per ciascun settore alimentare, tenendo conto delle caratteristiche peculiari di ogni categoria di prodotto. Ad esempio:
Prodotti Dolciari
Le linee guida si concentrano su segmentazione del mercato secondo criteri comprensibili ai consumatori e uiilizzo di dichiarazioni chiare, pertinenti e facili da comprendere. L’obiettivo è rendere le dichiarazioni comparative più accessibili e significative per il grande pubblico.
Prodotti da Forno
L’attenzione è rivolta a all’uso di un linguaggio semplice e diretto nelle dichiarazioni e alla fornitura di informazioni facili da interpretare per i consumatori. L’intento è quello di rafforzare la fiducia del consumatore nei confronti delle comparazioni tra prodotti.
Per approfondimenti e per accedere alle linee guida complete, visitare il sito ufficiale di Unione Italiana Food: www.unioneitalianafood.it
Timori dell’Unione Italiana Food per i dazi instituiti da Trump
L’Unione Italiana Food ha espresso preoccupazione per i dazi annunciati da Donald Trump, che potrebbero avere un impatto significativo sull’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti. Secondo un’analisi di Coldiretti, l’introduzione di dazi del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy negli USA potrebbe comportare un aumento dei costi per i consumatori americani fino a 2 miliardi di euro e un calo delle vendite per le aziende italiane.
In particolare, il settore vinicolo è tra i più colpiti. L’Unione Italiana Vini (UIV) ha lanciato l’allarme su dazi annunciati da Trump, che potrebbero causare una perdita di 4,9 miliardi di euro all’export europeo, con 1,93 miliardi di vendite italiane a rischio.
Per affrontare questa situazione, l’UIV aveva incontrato già in marzo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani per discutere l’impatto dei dazi USA u vino e alcolici europei. Il mercato è già in crisi, con importatori americani che sospendono gli ordini.
Queste misure protezionistiche potrebbero compromettere le esportazioni italiane, che nel 2024 hanno raggiunto un valore record di oltre 7,8 miliardi di euro. I dazi potrebbero colpire settori chiave come il vino, l’olio d’oliva, la pasta e i formaggi, con perdite stimate rispettivamente di 500 milioni, 240 milioni, 170 milioni e 120 milioni di euro.
L’Unione Italiana Food, insieme ad altre organizzazioni del settore, sottolinea la necessità di azioni diplomatiche per evitare una guerra commerciale che danneggerebbe sia le imprese europee sia le americane stesse.
Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it
Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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