S&P conferma il rating BBB+ dell’Italia e alza l’outlook a positivo. I commenti della stampa internazionale
In una mossa che segnala un graduale rafforzamento della fiducia dei mercati nei confronti della sostenibilità finanziaria dell’Italia, Standard & Poor’s (S&P) ha confermato il rating sovrano del nostro Paese a BBB+ e ha rivisto l’outlook da “stabile” a “positivo”. La decisione, annunciata venerdì 30 gennaio 2026, è stata accolta con favore dai principali quotidiani finanziari italiani ed esteri che interpretano la scelta dell’agenzia di rating come un segnale di consolidamento della credibilità dell’Italia sui mercati globali.

Secondo la ricostruzione fornita da ANSA e ripresa dal Corriere della Sera, la conferma del rating riflette un quadro economico più solido del previsto, con un Pil italiano che ha chiuso il 2025 con una crescita pari a circa +0,7% e un deficit che si prevede in graduale riduzione nei prossimi anni. L’agenzia di rating ha sottolineato come il miglioramento dei conti pubblici, unitamente a un settore privato ancora resiliente, contribuisca a sostenere surplus delle partite correnti e una graduale discesa dell’indebitamento netto del settore pubblico.
S&P Global Ratings, come riportato da Investing.com, ha spiegato che il mantenimento del rating “BBB+/A-2” lungo termine è sostenuto sia dalla solidità dell’economia italiana sia dalla progressiva riduzione del deficit di bilancio, atteso sotto il 3% del Pil nel 2026. Tuttavia, l’agenzia mette anche in guardia che un deterioramento più marcato delle condizioni economiche o esterne potrebbe indebolire il profilo di rischio sovrano.
Il giudizio positivo dell’outlook, ovvero la prospettiva di revisione futura del rating, è stao sottolineato da La Repubblica e Il Sole 24 Ore. Questi commentatori evidenziano come la modifica dell’outlook da “stabile” a “positivo” non sia un incremento automatico del rating, ma piuttosto una “finestra di opportunità” per un possibile miglioramento futuro: un riconoscimento della progressiva credibilità della gestione dei conti pubblici italiani.
Dal punto di vista politico ed economico interno, come rilanciato da La7 e altri media nazionali, il commento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato chiaro: “La traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga”. Pur sottolineando i progressi, Giorgetti ha evitato facili entusiasmi, richiamando l’attenzione sulla necessità di continuare con rigore nella gestione delle finanze pubbliche.
Cosa significa davvero questo giudizio
Per gli analisti finanziari internazionali come evidenziato da Reuters la conferma del rating BBB+ con outlook positivo indica che S&P vede un margine di miglioramento delle condizioni fiscali ed economiche italiane nei prossimi 12-24 mesi. Tuttavia, si tratta ancora di un livello di rating nella fascia di “investment grade medio”, ben distante dai livelli “AA” o “AAA” che caratterizzano le economie più solide dell’Eurozona.
In un contesto segnato da incertezze globali, tensioni commerciali internazionali e pressioni su crescita e competitività, l’agenzia di rating ha comunque colto un rafforzamento della posizione esterna dell’Italia, grazie a surplus delle partite correnti e a un settore privato dinamico, elementi che bilanciano in parte l’altissimo rapporto debito/Pil, ancora attorno al 136% nel 2025 secondo le stime recenti.
Oltre il voto di S&P: un quadro di fiducia graduale
Questo aggiornamento da parte di S&P si inserisce in un quadro più ampio di giudizi positivi da parte di agenzie internazionali rispetto all’Italia, anche se con ritmi e modi diversi. Moody’s, ad esempio, aveva recentemente promosso il rating sovrano italiano aumentando il livello da Baa3 a Baa2, un fatto storico che non si verificava da oltre due decenni, segnalando un lento ma continuo rafforzamento della percezione dei mercati verso l’economia italiana.
La stampa internazionale
Le agenzie di stampa finanziaria e i quotidiani economici internazionali hanno raccolto la decisione di Standard & Poor’s di confermare il rating sovrano dell’Italia a BBB+ con outlook positivo evidenziando nuance e implicazioni molto precise, che vanno oltre il «semplice» giudizio tecnico sul merito di credito.
Oltre Reuters, diversi report internazionali, tra cui quello di Investing.com, sottolineano che l’outlook positivo non è di per sè una promozione automatica, ma segnala piuttosto che S&P considera realisticamente possibile una revisione al rialzo futura del rating solo se si confermerà il miglioramento dei conti pubblici e della posizione esterna dell’Italia. In questo senso, commenta la stampa finanziaria, la conferma del rating è vista come un passo avanti in un percorso ancora lungo.
Una parte della stampa internazionale, soprattutto quella anglosassone che si occupa di mercati, osserva anche la logica di “paragone europeo” della valutazione: l’Italia resta comunque assieme a Spagna e Portogallo tra le economie periferiche con rating inferiori rispetto ai maggiori Paesi dell’Eurozona, ma il miglioramento dell’outlook può aprire la porta a un possibile avvicinamento ai livelli di rating superiori, qualora la disciplina fiscale e la crescita economica dovessero consolidarsi.
Un altro elemento di rilievo nei commenti internazionali è quello relativo all’incertezza globale: molte testate economiche legano l’attuale giudizio di S&P non solo a indicatori interni, ma anche a come l’Italia potrebbe reagire a shock esterni, come le tensioni commerciali internazionali e l’incidenza delle politiche tariffarie Usa su crescita e fiducia degli investitori. Su questo punto, la stampa finanziaria sottolinea che S&P stessa segnala che un deterioramento repentino delle condizioni economiche internazionali potrebbe indebolire la traiettoria positiva se non fosse accompagnato da politiche fiscali solide.
Nel complesso, dunque, l’interpretazione oltreconfine va nella direzione di un giudizio prudente ma favorevole, evidenziando progressi riconosciuti ma non consolidati, e invitando a guardare alla conferma del rating e al nuovo outlook come a un segnale di fiducia condizionato alla continuità delle riforme e allo sviluppo economico dell’Italia nei prossimi anni.

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