Pensionati attenzione, entro il 28 febbraio 2026 verificate se la vostra dichiarazione dell’anno 2023 è regolare
Secondo quanto comunicato da un avviso di INPS, circa 680.000 pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito non hanno ancora trasmesso la dichiarazione reddituale relativa all’anno 2023. L’Istituto ha fissato il termine ultimo del 28 febbraio 2026 per la presentazione delle comunicazioni reddituali, avviando anche una campagna di assistenza con videoguida e servizio RED precompilato per agevolare l’adempimento.
Se la dichiarazione reddituale non viene presentata entro questa data, l’INPS può sospendere le prestazioni collegate al reddito, con possibile conseguente revoca o recupero di somme percepite indebitamente.

La base normativa: il modello RED e l’obbligo di dichiarazione reddituale
Cos’è il modello RED
Il modello RED è la dichiarazione annuale della situazione reddituale che i pensionati devono presentare all’INPS quando percepiscono prestazioni collegate al proprio reddito e non hanno presentato altrove (Agenzia delle Entrate) una dichiarazione dei redditi completa. Serve all’Istituto per verificare il diritto e l’importo delle prestazioni correlate al reddito.
Secondo la normativa attuale e la circolare INPS n. 195/2015, sono tenuti alla dichiarazione i pensionati che:
- non presentano redditi tramite modello 730 o Redditi PF per tutti i redditi rilevanti;
- hanno redditi non dichiarati all’Agenzia delle Entrate che influiscono sul diritto alla prestazione;
- percepiscono prestazioni collegate al reddito quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, assegno sociale, pensioni ai superstiti, quattordicesima mensilità e assegno per il nucleo familiare.
Quali prestazioni sono coinvolte
La dichiarazione reddituale riguarda prestazioni il cui diritto o importo è condizionato dal reddito del titolare e, ove previsto, anche dal reddito del nucleo familiare, tra cui (non esaustivo):
- integrazione al trattamento minimo;
- maggiorazioni sociali sulle pensioni;
- assegno sociale;
- pensione ai superstiti (reversibilità);
- quattordicesima mensilità;
- assegno per il nucleo familiare;
- altre prestazioni previdenziali o assistenziali collegate al reddito.
La legge prevede che l’INPS effettui verifiche annuali per evitare benefici indebiti e per aggiornare la posizione reddituale dei beneficiari di tali prestazioni.
Scadenze e sanzioni
Secondo le disposizioni di gestione delle campagne RED la scadenza ordinaria per presentare la dichiarazione dei redditi relativi al 2023 è il 28 febbraio 2026. La mancata presentazione entro il termine previsto può portare a sospensione delle prestazioni collegate al reddito, riduzione o revoca degli importi, e potenziale recupero delle somme indebitamente percepite. Prima di sospendere definitivamente, l’INPS può inviare solleciti formali per invitare il pensionato ad adempiere.
Queste regole sono confermate dalle indicazioni operative della stessa INPS.
Perché la dichiarazione è importante
La situazione reddituale del pensionato influisce direttamente sul diritto e sull’entità di alcune prestazioni a contenuto assistenziale o integrativo. Ad esempio:
- l’integrazione al trattamento minimo serve a portare la pensione sopra una soglia minima legale se il reddito è basso;
- le maggiorazioni sociali e la quattordicesima sono calcolate sulla base del reddito complessivo;
- l’assegno per il nucleo familiare (ANF) dipende dalla composizione e dai redditi del nucleo stesso.
La normativa è pensata per garantire equità nell’erogazione, evitando che chi non rientra nei requisiti di reddito continui a beneficiare di prestazioni non dovute.
Come adeguarsi
L’INPS ha reso disponibile il servizio RED Precompilato online nell’area riservata MyINPS, che permette di visualizzare, confermare, rettificare o integrare i dati reddituali già in possesso dell’Istituto, semplificando l’adempimento. Questa modalità è accessibile con credenziali SPID, CIE o CNS e può essere utilizzata anche tramite app o con il supporto di parenti/assistenza fiscale.
In alternativa, ci si può rivolgere a CAF, patronati, intermediari abilitati.
Come si compila il RED
L’INPS inserisce automaticamente i redditi che già conosce, ad esempio pensioni INPS, redditi da lavoro dipendente o assimilati già dichiarati e alcuni redditi da capitale. Attenzione: il precompilato non è sempre completo.
Quali redditi controllare o aggiungere
Verificare con attenzione se mancano o sono errati:
- interessi bancari o postali
- rendite da immobili (anche esteri)
- redditi da lavoro autonomo o occasionale
- pensioni estere
- assegni periodici
- altri redditi soggetti o non soggetti a IRPEF
Anche redditi esenti o tassati alla fonte possono incidere sulle prestazioni INPS.
Una volta aperta la dichiarazione si può
- Confermare i dati (se sono corretti)
- Modificare importi errati
- Aggiungere redditi mancanti
- Inserire note o precisazioni
Al termine cliccare su “Invia dichiarazione” e salvare o stampare la ricevuta.
ATTENZIONE Senza invio finale, la dichiarazione non risulta presentata.

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