USD1. La stablecoin legata ai Trump vacilla brevemente ma poi recupera
Secondo diverse fonti internazionali nel mercato delle criptovalute, la stablecoin USD1, emessa da World Liberty Financial, la società crypto sostenuta dalla famiglia del presidente Donald Trump, ha subito un momentaneo ribasso del suo ancoraggio al dollaro nei prezzi di mercato, scendendo sotto 1 dollaro durante la mattinata di lunedì prima di recuperare rapidamente la parità.

La società ha definito l’episodio come il risultato di un “attacco coordinato”: a suo dire, sarebbero stati coinvolti account compromessi dei cofondatori, influencer pagati per diffondere timori (FUD) e posizioni short aperte nel tentativo di far crollare il prezzo della stablecoin e del token nativo WLFI, che nello stesso momento ha registrato un calo di circa il 7 % prima di stabilizzarsi.
World Liberty ha dichiarato che l’infrastruttura tecnica ha resistito e che il meccanismo di mint & redeem ha permesso alla moneta di tornare vicino alla parità con il dollaro, sottolineando che tutte le riserve restano “completamente sicure e pienamente garantite”.
Come la stampa americana riporta l’episodio
Reuters ha confermato che USD1 ha brevemente perso il peg, cadendo a circa $0.994 prima di risalire al suo valore target vicino a $1, e ha citato dichiarazioni dell’azienda secondo cui l’attacco sarebbe stato respinto senza compromissione dei contratti o delle riserve sottostanti.
Altre testate crypto e finanziarie come Decrypt e vari portali specializzati hanno riportato il medesimo episodio sottolineando che l’evento è stato percepito come un attacco di “short seller” a scopo di diffamazione, e che l’episodio non ha causato danni strutturali permanenti alla stablecoin o alla piattaforma.
La stablecoin USD1
Il progetto è parte di un ecosistema DeFi con forti legami commerciali e familiar-politici con la famiglia Trump, un elemento che ha attirato attenzione normativa e giornalistica già dalla sua introduzione.
Le dinamiche di mercato legate ai pegging di stablecoin sono naturalmente volatili: piccoli scostamenti di prezzo rispetto al dollaro non sono di per sé insoliti in condizioni di scarsa liquidità o volatilità diffusa, pur venendo interpretati come “attacchi” da parte dei progetti stessi.
La notizia di oggi riguarda un episodio di breve instabilità nel mercato della stablecoin USD1, con la società dietro il progetto che ha parlato di un tentativo di manipolazione di mercato e ha affermato di aver neutralizzato un “attacco coordinato”. Le principali fonti americane confermano il movimento dei prezzi e le dichiarazioni ufficiali, ma non riportano evidenze indipendenti di un effettivo hack ai sistemi tecnici della piattaforma o di un danno duraturo alle riserve.




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