Bonus casa 2026, quali incentivi restano davvero

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— di Claudio Bonato

Fabrizio Stella: “Agevolazioni più semplici ma con aliquote più basse”

Il sistema dei bonus per la casa cambia passo nel 2026. Dopo gli anni delle maxi-agevolazioni e delle misure straordinarie, il quadro degli incentivi fiscali torna a una struttura più stabile e prevedibile, ma con percentuali ridotte rispetto al passato.

Restano comunque diverse opportunità per chi vuole ristrutturare, migliorare l’efficienza energetica o arredare l’abitazione. A fare il punto è Fabrizio Stella, esperto immobiliare, che spiega come funzionano le principali agevolazioni previste quest’anno.

Aliquote diverse tra prima e seconda casa

«Il cambiamento più evidente riguarda le aliquote», spiega Stella. «Nel 2026 la regola generale è semplice: 50% di detrazione per la prima casa e 36% per gli altri immobili».

Una distinzione che interessa la maggior parte dei bonus edilizi ancora in vigore e che segna un ritorno a percentuali più vicine a quelle storiche.

«L’obiettivo – osserva l’esperto – è mantenere gli incentivi ma con un impatto più sostenibile sui conti pubblici».

Bonus ristrutturazioni: il principale incentivo

Tra le agevolazioni più utilizzate resta il bonus ristrutturazioni, dedicato agli interventi di recupero edilizio, manutenzione straordinaria e restauro degli immobili.

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«La detrazione arriva al 50% per l’abitazione principale, mentre scende al 36% per le seconde case», spiega Stella.

Il tetto di spesa resta fissato a 96 mila euro per unità immobiliare, con la detrazione che viene recuperata in dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali.

«Si tratta ancora dello strumento più importante per chi decide di avviare lavori di ristrutturazione», sottolinea l’esperto.

Ecobonus per l’efficienza energetica

Confermati anche gli incentivi dedicati agli interventi di efficientamento energetico, il cosiddetto ecobonus.

«Parliamo di lavori come la sostituzione degli impianti, l’installazione di pompe di calore o sistemi di isolamento», spiega Stella.

Anche in questo caso le percentuali seguono lo schema introdotto per il 2026: 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili.

Tra le novità dell’anno c’è però un orientamento più marcato verso le tecnologie sostenibili: alcune soluzioni legate ai combustibili fossili non rientrano più tra gli interventi incentivati.

Sismabonus per la sicurezza degli edifici

Resta attivo anche il sismabonus, che incentiva gli interventi di miglioramento o adeguamento antisismico degli edifici.

«Le percentuali sono allineate agli altri bonus edilizi», osserva Stella. «Quindi 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili, con limiti di spesa analoghi a quelli del bonus ristrutturazioni».

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Si tratta di uno strumento particolarmente rilevante nelle aree a maggiore rischio sismico.

Bonus mobili: confermato ma con tetto ridotto

Chi effettua lavori di ristrutturazione può continuare a usufruire anche del bonus mobili, che consente di detrarre parte della spesa per arredamento ed elettrodomestici.

«La detrazione rimane al 50%, ma il limite di spesa nel 2026 è fissato a 5 mila euro», precisa Stella.

Il beneficio riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a immobili oggetto di interventi di recupero edilizio.

“Il sistema ora è più stabile”

Secondo Stella, la stagione dei maxi-incentivi è ormai alle spalle e il sistema dei bonus punta a una maggiore stabilità normativa.

«Negli ultimi anni il quadro è cambiato spesso», conclude l’esperto immobiliare. «Nel 2026 invece abbiamo un sistema più semplice e prevedibile: meno generoso rispetto al passato, ma ancora utile per sostenere chi decide di investire sulla propria casa».

Una stabilizzazione che potrebbe rappresentare, per famiglie e proprietari, un riferimento più chiaro per programmare lavori e interventi nei prossimi anni.

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