Inflazione, effetto Olimpiadi e Iran. Quando costa ora fare la spesa

L’Istat rivede al ribasso le stime sull’inflazione di febbraio. L’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua, in calo rispetto alle stime preliminari che indicavano rispettivamente +0,8% e +1,6%.
IL carrello della spesa, come cambia
Correzione al ribasso anche per il cosiddetto carrello della spesa, che scende dal +2,2% al +2,0%. In controtendenza invece l’inflazione di fondo, rivista al rialzo al +2,4% (dal +1,7%), così come quella relativa ai beni energetici, salita al +2,5%.
Nonostante la revisione, le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme. Secondo il Codacons, i dati diffusi dall’Istat sono già “preistoria”, perché non tengono conto degli effetti della crisi in Medio Oriente, in particolare delle tensioni legate all’Iran, destinate a incidere sui prezzi al dettaglio a partire da marzo.
Secondo l’associazione, i rincari registrati a febbraio sono invece legati in gran parte ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, che hanno spinto al rialzo i prezzi nei settori turistici e dei trasporti.
Tra gli aumenti più significativi si segnalano:
alberghi e motel: +15,8% annuo;
voli nazionali: +37,8% annuo;
eventi sportivi: +7,2% annuo.
496 euro per famiglia
L’impatto sull’economia delle famiglie resta comunque rilevante: con un’inflazione all’1,5%, si stima un aggravio di spesa pari a circa 496 euro annui per una famiglia tipo, che sale a oltre 685 euro per un nucleo con due figli.
Per il Codacons, tuttavia, il quadro è destinato a cambiare già nelle prossime settimane: con il venir meno dell’effetto Olimpiadi, i prezzi legati al turismo potrebbero rallentare, mentre a trainare l’inflazione saranno i rincari energetici e alimentari connessi alla crisi internazionale.







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